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Cina, l’iPhone 4S non è per tutti

PECHINO (corrispondente) – Cellulari centellinati e una “lotteria a premi”: questo il nuovo sistema adottato dalla Apple per far fronte al fenomeno degli scalper cinesi. Una nuova politica di vendita al dettaglio volta a  regolamentare gli ordini e le consegne del suo ultimo gioiello, l’iPhone 4S, ad Hong Kong e nella Cina continentale.

La nuova tattica di difesa, già effettiva da martedì nell’ex colonia britannica e con un giorno di ritardo nella mainland, ha riattivato le vendita del pezzo forte della “mela morsicata”, sospese da quasi tre settimane nell’Impero di Mezzo a causa dei disordini verificatisi lo scorso 13 gennaio presso lo store di Sanlitun, a Pechino. Scene di delirio collettivo dalle prime ore della mattina, con resse davanti al negozio e guardie malmenate dalla folla in attesa di poter acquistare l’agognato iPhone 4S, avevano indotto la compagnia californiana a imporre lo stop delle vendite. “Non siamo in grado di riaprire lo store di Sanlitun, né di assicurare la sua sicurezza”, aveva dichiarato la portavoce della Apple in Cina, Carolyn Wu.

Ma dietro alle tensioni che si sono abbattute sul megastore della capitale cinese, c’è ben di più della solo maniacale passione nutrita dalla Nuova Cina per il marchio di Stave Jobs. Un lucrosissimo giro d’affari ha messo in moto gruppi di scalper intenzionati ad acaparrarsi più pezzi possibili con l’obiettivo di rivenderli a prezzo maggiorato sul mercato grigio della terraferma. Ora il servizio di ordinanzione online per l’ultima creazione di Steve Jobs è stato riattivato, ma ai clenti non è dato sapere la tempistica esatta delle consegne. “Effettuando il pagamento oggi potresti ricevere la merce domani, e comunque non oltre il 2marzo” ha spiegato un addetto del personale  per la vendita in rete. Comunque sia, il colosso di Cupertino, ha impararto la lezione, e ora ci va con i piedi di piombo. In tandem con la riattivazione delle vendite vendite online, verrà adottato un sistema di lotteria riservato al mercato di Hong Kong. Secondo quanto dichiarato dagli addetti ai lavori, molti dei telefoni venduti nell’ex colonia britannica, dove i prodotti sono sottoposti a tassazioni inferiori, finiscono sul mercato grigio della Cina continentale. 5,088 HK$ (660 $ ) il prezzo disponibile nei negozi hongkonghesi contro i 4,988 yuan (790dollari americani) degli Apple store della mainland. Ma adesso è tutt’altra musica, e per prenotare la merce gli acquirenti di Hong Kong saranno costretti ad accedere al sito web della compagnia californiana, nella fascia oraria tra le 9 del mattino e mezzogiorno, per dare le loro informazioni personali, incluso il numero della carta d’identità. Poi non resterà che sperare nella buona sorte. I baciati dalla fortunati, estratti a sorte nella lotteria, riceveranno una mail di conferma dell’ordine entro le 21.00 dello stesso giorno, con specificata la data della consegna. Ma niente paura. Chi non sia stato estratto una prima volta potrà fare un altro tentativo, rieffettuando la prenotazione online un altro giorno. “A causa delle numerose richieste, abbiamo deciso di accettare un numero limitato di prenotazioni al giorno” recita un annuncio dell’Apple store di Hong Kong. “Solo coloro che riceveranno un mail di conferma saranno in grado di acquistare un iPhone. Non metteremo in vendita iPhone4 e iPhone 4S presso i nostri punti vendita.”
Riserbo totale, invece, tra i vertici dell’amministrazione: nessun commento, ancora, dal portavoce della società circa la nuova politica adottata.

Da due giorni a questa, l’ultima creatura di Jobs ha mantenuto lo stesso prezzo tanto in Cina, quanto ad Hong Kong e sul mercato grigio degli scalper, e le scorte adeguate fanno escludere impennate improvvise, come ha spiegato il proprietario di un rivenditore digitale di Sin Tat Plaza, la shopping mall della telefonia mobile più popolare dell’isola. Ma sono emersi già diversi dubbi sull’effettiva efficacia della nuova strategia messa in atto dalla Apple. Alcuni scalper hanno fatto sapere di ricevere da Hong Kong un numero sufficiente di cellulari in modo da poter continuare ad alimentare il proprio business. “Volendo, non è difficile riuscire ad ottenere 40 o 50 telefoni” ha affermato uno dei venditori illegali. E mentre il personale dello store di Pechino continua ad indottrinare i clienti, avvertendoli di diffidare dall’acquisto di prodotti non autorizzati, le politiche della società di Cupertino non convincono nemmeno gli insider. “Le nuove misure della Apple mostrano la volontà di voler rispettare la domanda dei consumatori, attraverso la trasparenza” ha dichiarato Zhong Ken, consulente della capitale specializzato nel settore delle telecomunicazioni, “ma la società non ha alcuna esperienza nella gestione di un tale squilibrio tra domanda e offerta, e i risultati della nuova strategia sono incerti; non è difficile per gli scalper riuscire ad aggirare le restrizioni”. I’iPhone 4S continua ad essere l’oggetto del desiderio di migliaia di cinesi, sempre più “smartphone addicted” e instancabili esploratori del web. Con un bacino attuale di 505 milioni di internauti, lo scorso anno il Dragone si è lasciato alle spalle gli Stati Uniti, salendo in cima al podio nel mercato dei telefoni intelligenti. Oggi la “mela morsicata” vanta un totale di sei store tra Cina continentale e Hong Kong, e nemmeno l’ombra gettata sul marchio Apple dal caso Foxconn sembra averla resa meno appetibile al palato dei cinesi.

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