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Obama canta le lodi all’Amico italiano. Gloria effimera quella di “super Mario”?

WASHINGTON – La musica non è cambiata. La propaganda è ancora lo strumento attraverso il quale si cerca di fare il lavaggio del cervello alle Persone. La dimostrazione ci viene dalle “stupefacenti” esternazioni di Barack Obama sul nostro premier. C’è da dire che si tratta di parole pronunciate da un Presidente debole, qual è appunto Obama.

Un uomo che più di una volta ha dovuto rivedere i suoi piani per la pressione ricevuta dallo stesso Congresso e persino dai Sindaci delle grandi città, che, diversamente dalla Nostra realtà, hanno una vera “forza contrattuale”. Proprio per quanto riguarda l’impegno statunitense in Afghanistan, i Sindaci sono stati determinanti nel “presentare il conto” al Presidente Obama. Le spese militari erano lievitate persino in confronto alla gestione del guerrafondaio G.W.Bush. Il richiamo è stato perentorio e lo stesso Presidente costretto a pianificare il ritiro del contingente militare dal paese Asiatico. Un presidente criticatissimo, con una situazione sociale ed economica che tanto rosea non sembra essere, si permette dunque di cantar le lodi all’impegno italiano in Afghanistan. “L’Italia è uno dei nostri più importanti alleati. Ha avuto un ruolo cruciale e centrale nella forza di assistenza e sicurezza internazionale della Nato in Afghanistan. Siamo grati del sostegno del popolo italiano a questa missione vitale”.  Come se non bastasse, ecco rispuntare scene di un film che abbiamo visto e ascoltato per decenni. Le parole del Presidente americano non lasciano dubbi all’interpretazione: “Ho piena fiducia nella leadership di Monti e spero possa traghettare l’Italia attraverso questi tempi difficili”.  Et voilà, ecco che la succursale americana riaprire gli “uffici” sotto l’egida del Presidente del Consiglio Mario Monti. Quanto siano giusti i propositi e le speranze del nostro premier, è difficile da sapere, ma se ha crede di aver ritrovato l’America di un tempo, be’, allora rischia davvero di venir criticato non solo come politico ma anche come economista!

Gli States sono indebitati fino al collo, economicamente ostaggi di potenze mondiali ben più salde di loro sotto questo punto di vista; e questo va ricordato quando si misura il credito che viene riservato all’Italia attraverso il suo premier. Resta comunque il dato di fatto di un’apertura di credito rinnovata che Monti si porta a casa. Le sviolinate di Obama non ci convincono. Non si riequilibra né si “contrasta” la difficile situazione europea in questo momento saldamente nelle mani della Germania di sua maestà Angela Merkel, con il rinnovo dell’asse italo-statunitense. Siamo in presenza di due Presidenti che definire deboli non è affatto fuori luogo.  I problemi nostrani sono ormai risaputi e quelli statunitensi ci vengono riportati da attendibili e accreditate fonti di stampa a livello mondiale. Queste ci riferiscono come nell’ultimo mese si sono intensificate le riunioni riservate tra  ministri delle finanze e governatori delle banche centrali di Paesi quali Cina, Russia, Giappone, Brasile ed altri del Golfo; si parla senza mezzi termini della volontà di sostituire il dollaro come moneta di riferimento per arrivare nel 2018, attraverso l’inclusione dello yuan cinese, lo yen giapponese, l’euro, l’oro e una nuova valuta unificata dei Paesi del Golfo, a quotare il petrolio non più in dollari.  
Mostrarci soddisfatti per aver ricevuto le “lodi” da un “dimezzato” Obama, ci sembrerebbe davvero sintomo di incoscienza. Per non parlare dell’aspetto politico che riapre un “sentiero” percorso e ripercorso nel tempo. La probabilità che tutto questo sia materiale da portare in dote ad un nuovo “destinatario” finale all’interno del panorama politico italiano è più che intuibile. Le premesse per la rinascita di una nuova “balena bianca” stanno diventando piano piano sempre più evidenti.

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