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Teatro Due. “Addio mia bella signora”: una pianista, un ragazzo, un mistero… Recensione

ROMA – Dopo l’abbandono del marito, una elegante signora passa le sue giornate sul divano, con il dito sul registratore e gli occhi sui libri. Nel silenzio della casa solo le note la consolano. E’ una famosissima pianista che in passato si divideva i palcoscenici di tutto il mondo con suo marito, anch’egli musicista.

E proprio il passato è la sua gabbia dorata che la costringe in tutto quel che fa e in tutto quel che dice. Le sue parole sono un continuo ricordare,  le conversazioni con la figlia sono l’occasione per rinfacciarsi a vicenda le assenze durante le tournée o i sacrifici fatti per la carriera. Ma la monotonia delle giornate viene spezzata dall’irruzione di un ragazzo, Claudio, dai modi gentili e dalle chiare intenzioni: entrare in punta di piedi nella vita dell’artista di cui ha tanto sentito parlare. Cominciano dei dialoghi-confessione tra la donna e il giovane studente di psicologia che prenderà addirittura appunti sulle sue abitudini. La loro frequentazione però comincia a sollevare la curiosità della figlia e dell’amica Anna, che due volte a settimana va a far compagnia alla signora. Ogni volta che Claudio entra nell’isolata villa sulla scogliera, infatti, fa di tutto per nascondersi dalla vista di altre persone.

Addio mia bella signora, il testo di Isabella Peroni, parte come un dramma dall’andatura lenta, incentrato sull’enorme figura della pianista, sulla sua grandezza del passato contrapposta ai piccoli, insignificanti capricci del presente. Poi, nel finale, si avvicina per un istante ai toni del noir, svelando con un colpo di scena il mistero di Claudio e della sua entrata in scena nella villa. Il rapporto tra i due protagonisti avrà un epilogo da sindrome di Stoccolma e lascerà tracce rigeneratrici sulla donna.

Teatro Due
Dal 9 al 18 febbraio
Addio mia bella signora
di Isabella Peroni
con Elisabetta De Palo, Danilo Celli, Sina Sebastiani del Grillo, Silvana Bosi e Giulio Cristini
Costumi a cura di Allegra Mondello
Luci Roberto Tamburoni
Allestimento e regia Marco Lucchesi

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