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Italia. Paese di corrotti e corruttori. Hanno scoperto l’acqua calda

ROMA – “Illegalità, corruzione e malaffare sono fenomeni ancora notevolmente presenti nel Paese le cui dimensioni sono di gran lunga superiori a quelle che vengono, spesso faticosamente, alla luce”.

Sono queste le parole pronunciate dal presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, nel discorso di inaugurazione dell’anno giudiziario. E ancora: “Mi sembra che sia un allarme che tutti gli anni ci accompagna a riprova del fatto che il fenomeno non è stato debellato, ma nessuno di noi ha mai pensato che sia stato debellato”.
Lasciano riflettere queste parole, perchè se nelle alte sfere della magistratura non si sono ancora accorti di questo fenomeno dilagante, significa che qualcosa nell’informazione non sta funzionando. Oppure si volge lo sguardo altrove quando le cose sono diverse da come vorremmo fossero.
Insomma la Corte dei Conti non ha scoperto l’acqua calda. Ogni anno  nel rapporto di percezione della corruzione diffuso da Transparency International l’Italia perde posizioni e viene addirittura superata da quei paesi africani dove regnano vere e proprie situazioni fuori controllo dai governi locali. Qualcosa starà pure a significare questo piccolo, ma significativo primato negativo che spetta al nostro Paese.
Eppure come precisa  il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi, “la lotta alla corruzione è una priorità politica e economica, sociale e culturale, ma nessuno sembra prenderla sul serio. In Parlamento, presso gli uffici delle commissioni Giustizia e Affari Costituzionali, giace da più di un anno il ddl anticorruzione, che ancora non è diventato legge”.

E così nonostante  la Corte dei Conti fornisca dati a dir poco allarmanti  sulla corruzione, dalla politica non giungono quelle risposte atte a debellare il fenomeno.
“Tante parole”, finisce col dire Donadi.

Il ministro della Giustizia, Paola Severino, intervenuto sulla questione, afferma che sul ddl anticorruzione “abbiamo chiesto uno spostamento molto contenuto, nessuno di noi pensa che debba esserci un rallentamento dei lavori”.
Il ministro, sempre riferendosi al ddl,  ha sottolineato come il provvedimento riguardi  uno dei capi più importanti del codice penale  e che  la corruzione corrode l’economia, per questo il provvedimento in esame “richiede il massimo sforzo per arrivare a una riforma in linea con la normativa europea e la necessaria trasparenza della pubblica amministrazione”.

Tuttavia viene da chiedersi per quale ragione non si è combattuto con vigore questo fenomeno e la politica ha una grande responsabilità. Come fa intendere il leader dell’Idv Antonio Di Pietro: “In Parlamento abbiamo presentato diverse proposte di legge contro l’evasione, la mala amministrazione che giacciono da anni nei cassetti delle commissioni . Il nostro disegno di legge per contrastare la corruzione, presentato da oltre un anno, è rimasto lettera morta, perche nessuna forza politica lo vuole mettere all’ordine del giorno della discussione del Parlamento. Purtroppo la politica continua a rimaner sorda e spesso fa parte di quel sistema denunciato oggi, basti notare l’altissimo numero di inquisiti e condannati per reati gravi presenti fra i banchi del Parlamento”.

Ma c’è dell’altro che va oltre  la negligenza politica e che aggrava il peso del fenomeno in un momento di crsis come questo.  La corruzione, infatti,  ha  un costo plurimiliardario, rileva la Corte dei Conti.
E non solo. “La battaglia è praticamente  impari  perchè il recupero che arriva dalle condanne è infinitamente più basso. Se il danno è nell’ordine di miliardi di euro, le condanne sono invece di milioni” precisa sempre la  Corte dei Conti.
E per dirla in numeri la Corte cita le stime dalla Funzione pubblica secondo la quale la corruzione vale 60 miliardi di euro l’anno. Cifra che  appare esagerata per stessa Corte dal momento, visto che l’Unione europea stima in 120 miliardi di euro i costi della corruzione in tutta Europa.  Se così fosse, il nostro Paese deterrebbe un primato assoluto europeo, ovvero quello di avere il maggior numero di corrotti e corruttori.

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