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Violentata nell’ex ambasciata somala: 7 anni agli stupratori

ROMA – 7 anni di reclusione e un risarcimento danni di 50 mila euro ciascuno alla vittima: questa la pena stabilita dalla sentenza odierna per Kadar Adan e Yahya Abdi, ambedue imputati per violenza sessuale nei confronti di una ventenne romana.

Il giudizio si è svolto con rito abbreviato presieduto dal Gup Elvira Tamburelli. Soddisfatto l’avvocato della difesa, Teresa Manente, la quale ha evidenziato come si sia riconosciuto alla sua cliente il diritto al risarcimento per aver subito danni enormi all’integrità psicofisica. In molti ricorderanno lo scalpore che destò la vicenda, in modo particolare poiché lo stupro avvenne all’interno dell’ex ambasciata somala, in Via dei Villini: un edificio abbandonato da tempo e occupato da circa 150 stranieri, già da diverso tempo segnalato come luogo di degrado e sporcizia, ove vi era la più totale mancanza di condizioni igienico – sanitarie dignitose. La vittima, ricordiamo, una ventenne di origini croate, era stata avvicinata da un uomo di colore in un locale della Stazione Termini; dopo diversi bicchieri, lo aveva seguito dentro l’ex ambasciata, ed è lì che, sopraggiunti altri due uomini, si sarebbe consumata la violenza. La seconda accertata nel giro di una manciata di giorni: nemmeno una settimana prima, infatti, a Villa Borghese una ragazza statunitense era stata stuprata da un romeno all’interno di una cabina elettrica.
La sentenza odierna non è che la conclusione, sul piano giudiziario, di una vicenda piuttosto discussa. Ciò che continua a rimanere oggetto di dibattito è la tutela della sicurezza nella Capitale: sono in molti a sostenere che l’episodio di Via dei Villini sia infatti il simbolo di come in primis ci debba essere una lotta al degrado, un’attenzione particolare a non creare nuovi ghetti garantendo condizioni umane e dignitose agli immigrati: l’ex ambasciata somala era una realtà già ben conosciuta alle istituzioni, le quali per molto tempo hanno evitato di affrontare il problema. Chissà se il peggio, forse, non si sarebbe potuto evitare.

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