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Liberalizzazioni, tutti scontenti

Roma – E’ rimasto solo Monti a difendere il pacchetto delle liberalizzazioni, da tutte le parti piovono critiche, dalle parti politiche, dalle categorie professionali e naturalmente dai consumatori, il coro è unanime. Le modifiche approvate sul provvedimento innescano proteste e dubbi: “No al passo del gambero!” scrive su Twitter Pier Ferdinando Casini, leader del Terzo Polo, riguardo al riesame del Senato.

Ciò che fa discutere di più è la norma sui Taxi, dove l’esecutivo ha dato l’ok all’emendamento che riporta in capo ai sindaci la competenza sulle licenze. Le licenze non le decidera’ la nascente Authority, come prescriveva il decreto, ma in sostanza nulla resterà invariato dalla prassi di oggi. Per le associazioni sindacali dei tassisti la marcia indietro del Governo non è affatto sufficiente, questo il commento di Uritaxi “Ora ci aspettiamo che vengano accolte le nostre richieste in materia di riconoscimento di lavoro usurante, di sgravi sul costo del carburante e sull’abbattimento dell’Iva per i beni strumentali”.

Si discute ancora sull’apertura di nuove farmacie e di fatto l’Ici alla Chiesa Non sarà inserita, se non forse, in un emendamento futuro.

Sul piede di guerra anche gli Avvocati, questo il commento OUA come riportato dall’ANSA – È stata l’assemblea convocata a Roma dall’Organismo unitario dell’avvocatura, cui hanno partecipato gli ordini, il Consiglio nazionale e la Cassa Forense, a decidere di ricorrere ancora allo sciopero, dopo l’astensione dalle udienze di oggi e domani. La protesta degli avvocati «andrà avanti con più decisione se il governo ostinatamente rifiuterà il confronto», afferma Maurizio De Tilla, presidente dell’Oua. «Le politiche degli ultimi governi hanno segnato una linea di continuità – protesta – con l’aggressione costante al mondo delle libere professioni e, in particolare, agli avvocati». In questo senso vengono lette l’abolizione delle tariffe, la «delegificazione dell’ordinamento forense», l’introduzione dei soci di capitale negli studi professionali e il sistema di mediaconciliazione obbligatoria, le nuove norme « vessatorie» sul processo civile, l’accorpamento degli uffici dei giudici di pace, la previsione di revisione della geografia giudiziaria e l’istituzione dei Tribunali per le imprese. «Sono tutti tasselli di un unico disegno: indebolire gli avvocati, il diritto di difesa e rottamare la macchina giudiziaria» – .

In sostanza il Governo sembra cedere alle pressioni dei poteri forti, annacquate le misure e il motivo per cui era nata la proposta del decreto Cresci-Italia – far crescere l’economia e l’occupazione – sembra affondare nell’alta marea.

Dura la denuncia dell’IDV, queste le parole di Belisario”Il continuo stop and go dei lavori e le conventicole da sagrestia, al di fuori della Commissione, in cui si consumano intese, accordi, inciuci e scambi non fanno parte della dignità del Senato della Repubblica”.

Il percorso per l’emendamento dei provvedimenti è ancora lungo ma le premesse, così come la partenza,  non fanno ben sperare. Il voto è previsto per mercoledì prossimo, il governo potrebbe porvi la fiducia.

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