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Fiat a operai reintegrati. State a casa non abbiamo bisogno di voi

ROMA –  La solita vergognosa farsa. Ieri i tre operai della Fiat licenziati nel 2010 sono stati reintegrati al loro posto di lavoro grazie ad una sentenza della Corte di appello di Potenza. Tuttavia l’azienda ha inviato un telegramma ai tre dipendenti dello stabilimento di Melfi, precisando  che “non intende avvalersi delle prestazioni lavorative”.

E’ quanto si apprende da uno dei legali della Fiom, che aveva promosso il ricorso. “Sarà fatto di tutto per riportare al lavoro i tre operai, anche agendo in sede penale, perché la Fiat come al solito non rispetta le sentenze”, ha detto l’avvocato. Il legale ha spiegato che «in questo momento siamo davanti a un caso unico»: la Fiom, infatti, non ha firmato il contratto nazionale, e quindi non ha diritto ad avere una rappresentanza sindacale negli stabilimenti del gruppo. Quindi non sarebbe possibile la riproposizione di quanto accaduto nel 2010, prima del nuovo contratto: dopo la prima sentenza, favorevole ai tre operai, la Fiat comunicò loro (sempre con un telegramma) che non li avrebbe riammessi nello stabilimento, ma assegnò loro una stanzetta per l’attività sindacale. Oggi questo non sarebbe quindi possibile e perciò, con il nuovo telegramma inviato oggi ai tre lavoratori «si aprono scenari da valutare – ha concluso Grosso – ma agiremo in ogni modo, anche in sede penale».

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