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Rugby Sei Nazioni. Irlanda Italia 42 a 10. Una sconfitta amara per gli azzurri

ROMA – L’Italia di Jacques Brunel esce nettamente sconfitta dall’ Aviva Stadium di Dublino contro i padroni di casa dell’Irlanda che si impongono per 42 a 10. Partita dai due volti quella degli azzurri: nel primo tempo l’Italia ha giocato alla pari dei ragazzi celtici, ma nel secondo tempo gli irlandesi hanno preso chiaramente il sopravvento sugli avversari, apparsi scarichi prima ancora nella testa che nel fisico.

Gli azzurri si presentano al calcio d’inizio con tre importanti cambi nei ruoli chiave rispetto alla sfortunata e nevosa partita dell’Olimpico contro l’Inghilterra: fuori l’infortunato Castrogiovanni, Lo Cicero e Burton, dentro Rizzo, Cittadini e Botes. Brunel s’affida quindi al blocco della Benetton in prima linea e affida le chiavi del gioco azzurro all’equiparato Botes, apparso nelle precedenti uscite poco affidabile nel gioco al piede e purtroppo deludente anche in questa occasione.

Nella prima frazione di gioco sono gli azzurri a tenere il pallone in mano e a gestire il gioco. Più volte messi sotto pressione, gli Irlandesi riescono ad uscire dai propri 22 anche grazie all’indisciplina degli italiani nella zona d’attacco. Nonostante un’ottima padronanza delle fasi statiche, gli italiani non riescono a mettere nel carniere punti pesanti. Passati in vantaggio con un calcio di Botes, gli azzurri subiscono il ritorno dei verdi, che prima pareggiano con Sexton e poi vanno in meta con Earls , al termine di un’azione insistita sui 5 metri degli azzurri. Nonostante la buona prova nel gioco aperto di Botes, i suoi errori al piede (tre calci piazzati e un drop) penalizzano pesantemente la prova degli azzurri, anche perché dall’altra parte il giovane Sexton, alla fine dell’incontro eletto Man of the Match, si rivela estremamente affidabile nei calci, portando punti fondamentali alla causa irlandese. Tuttavia gli azzurri continuano a macinare gioco, andando meritatamente in meta col capitan Parisse, che schiaccia in mezzo ai pali dopo una splendida percussione di Barbieri. Al 38’ il risultato è di 10 a 10, ma la parità dura poco: un calo di tensione degli azzurri consente un’immediata reazione ai padroni di casa, che dopo un’azione insistita sui 5 metri, aprono al largo il pallone per Bowe, che sfrutta il sovrannumero all’esterno e va in meta. Alla fine del primo tempo gli Irlandesi conducono per 17 a 10.

Dopo una prima frazione di sostanziale equilibrio, gli Irlandesi prendono il sopravvento, e i giovani azzurri di Brunel non riescono a colmare il divario che progressivamente si scava fra le due compagini. La difesa dell’Italia, già apparsa lacunosa nel primo tempo, soffre sempre di più le azioni dei verdi guidati da un monumentale O’Connel e da uno straordinario Ferries. Ogni qualvolta che gli azzurri cercano di risalire il campo, vengono prontamente rimandati indietro dai padroni di casa, anche per colpa di un’eccessiva indisciplina, dovuta alla progressiva stanchezza fisica.  Brunel prova a dare la scossa, mettendo in campo Burton al posto di Botes, ma serve a poco. I placcaggi sbagliati aumentano nettamente e gli Irlandesi dilagano, andando in meta con Bowe, Court e Trimble, fissando il punteggio sul 42 a 10 finale.

Il netto divario fra le due compagini è segno evidente della mancanza d’esperienza degli azzurri, penalizzati da molte ingenuità e dalla cronica assenza di un calciatore di alto livello. Botes non dispiace nel gioco alla mano, ma non può assumersi l’onere dei calci piazzati. Nel primo tempo le indicazioni positive per Brunel sono tante, in primis la voglia di attaccare e di variare le soluzioni offensive mostrata dagli azzurri. Preoccupante però il netto calo difensivo nella seconda frazione. Ora gli azzurri hanno una settimana di pausa, prima di recarsi a Cardiff e sfidare i dragoni gallesi, favoriti nella conquista del Championship.

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