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ROMA – L’agente Paul Sheperdson, ormai in pensione, viene richiamato in servizio per indagare sull’omicidio di un senatore. Lo affianca il giovane e metodico Ben Geary, fresco di accademia, con all’attivo una tesi di master sul misterioso Cassius, principale indiziato dell’assassinio. Paul tuttavia, che ha dato inutilmente la caccia a Cassius per anni, non è affatto convinto che sia lui il responsabile.

The Double unisce alla trama classica del film di spionaggio la carica adrenalinica tipica del thriller d’azione. E’ una soluzione rodata e vincente che riesce a catturare l’attenzione dello spettatore fino ai titoli di coda nonostante l’assenza della trovata illuminante. Forse però il merito principale va assegnato all’ interpretazione robusta e convincente di Richard Gere. Non era una prova d’attore semplice poiché i colpi di scena, che come da tradizione rimescolano le carte più volte, rischiano di distruggere ogni parvenza di coerenza dei personaggi. La dualità nel sentire e nell’agire può riguardare certamente ognuno di noi. Qui tuttavia non si tratta di affrontare la complessità dell’animo umano, bensì di creare una realtà, una cornice di senso per lo spettatore e poi deliberatamente capovolgerla giocando sul potere della sorpresa. I personaggi dunque, come il dio Giano, hanno due facce che guardano in direzioni opposte.

Sono costruiti giustapponendo frammenti e pezzi che hanno ben poca relazione fra loro. Ma forse il problema è di chi, come me, non riesce a calibrare bene i parametri di giudizio su un genere cinematografico (lo spionaggio) che inevitabilmente tratta di bugie, simulazioni, trucchi. E’ il non volersi rassegnare al fatto che la finzione è così dannatamente reale e presente. In questo caso tuttavia si eccede con l’artificio e se con il colpo di scena si mette a rischio la plausibilità allora forse era meglio sparare una cartuccia in meno. Detto questo considerando il contesto generale di un film che ha poche pretese di far riflettere e molta voglia di intrattenere la sceneggiatura svolge efficacemente il proprio compito. Le scene d’azione sono efficaci e nella regia si può scorgere la mano di un bravo artigiano che sa mescolare nelle giuste dosi i diversi elementi. Fermo restando che il piatto forte, come detto, è costituito da Richard Gere e dalla insospettabile efferatezza del suo “Paul”.

USCITA AL CINEMA: 09/03/12
REGIA: Michael Brandt
SCENEGGIATURA: Michael Brandt, Derek Haas
ATTORI: Richard Gere, Topher Grace, Tamer Hassan, Martin Sheen
FOTOGRAFIA: Jeffrey Kimball
PAESE: USA
GENERE: Thriller/Spionaggio
DURATA: 98 Minuti

The double – trailer italiano

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