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Rossella Urru libera? Un’attesa angosciante senza nessuna conferma

ROMA – Siamo al caos totale sulla vicenda di Rossella Urru, la cooperante umanitaria  di 29 anni sequestrata  il 23 ottobre 2011 in Algeria da parte di un gruppo terroristico del maghreb islamico. Ieri dopo l’annuncio diffuso da Al Jazera sulla sua liberazione si era acceso un barlume di speranza.

Tuttavia man mano che passavano le ore le notizie che giungevano dai media erano contrastanti tra di loro. “E’ stata rilasciata e scambiata con un terrorista Tuareg” si ipotizzava inizialmente. Poi è spuntata l’ipotesi di un riscatto di ben 30 milioni di euro che i rapitori avrebbero chiesto per rilasciare gli ostaggi, visto che assieme a Rossella ci sono altri due cooperanti spagnoli. Poi è calato nuovamente il silenzio. La Farnesina già da ieri aveva preso subito una certa distanza dalla notizia. Infatti dal ministero degli esteri non è mai arrivata una conferma.
Insomma è veramente tutto privo di fondamento? Al momento sembra proprio di sì.

Anche l’ipotesi del rilascio di un poliziotto mauritano assieme alla ragazza italiano non trova conferme.  «Il poliziotto mauritano non è stato consegnato a noi e non è arrivato da noi – si legge sul sito internet mauritano in lingua araba  Taqadoumy – per questo al momento non sappiamo se effettivamente sia stato liberato». Il sito cerca poi di ricostruire quanto avvenuto ieri, sostenendo che «la notizia della liberazione del poliziotto mauritano è stata data da fonti della polizia mauritana ai familiari di al-Mukhtar. Subito dopo però è iniziato il mistero perchè questa notizia non ha mai trovato conferme ufficiali». Si ricorda infine che «fino a questo momento anche al-Qaeda nel maghreb islamico non ha annunciato con un comunicato ufficiale la liberazione degli ostaggi».

Nel frattempo i familiari, gli amici i parenti continuano questa attesa infinita tra certezze e smentite.

Anche il Cisp (Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli), l’ong per la quale lavora Rossella Urru, continua ad attendere «con fiducia e speranza» la liberazione della propria rappresentante nei campi Saharawi, e chiede ai mezzi di informazione di pubblicare solo notizie che siano confermate da fonte certa e autorevole. «Cara Rossella, ti aspettiamo tutti con Ainhoa ed Enric!» scrive il direttore del Cisp, Paolo Dieci, sul sito web dell’organizzazione. «Continuiamo a fare giungere alla famiglia di Rossella, al papà Graziano, alla mamma Marisa, ai fratelli Fausto e Mauro e a tutta la comunità di Samugheo compatta attorno a loro il nostro abbraccio solidale e fraterno» aggiunge. Il Cisp ringrazia «per i tanti attestati di solidarietà e di profonda stima, professionale ed umana, per Rossella, il suo lavoro, il suo prezioso impegno umanitario» e «i Comuni, le Province, le Regioni che in tutt’Italia hanno esposto la foto di Rossella, invocandone la liberazione». «Continuiamo, come abbiamo fatto a partire dalla notte del rapimento – prosegue Dieci – a coordinare ogni sforzo con l’Unità di Crisi della Farnesina, che ringraziamo e della quale condividiamo totalmente il richiamo alla riservatezza e al riserbo, condizioni essenziali in questi casi».

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