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Crolla il palco della Pausini. Un morto e due feriti

REGGIO CALABRIA – Ha improvvisamente ceduto la struttura in allestimento che stasera avrebbe dovuto ospitare  il concerto di Laura Pausini al Palacalafiore di Reggio Calabria. 

Matteo Armelini, un operaio di 31 anni, di Roma è morto e altri due sono rimasti feriti. Uno di questi, ricoverato negli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, ha riportato fratture in varie parti del corpo con una prognosi di 30 giorni. Meno grave, invece, l’altro operaio, che ha riportato lievi contusioni ed escoriazioni. L’incidente è avvenuto questa mattina verso le 7,00. Si parla di un cedimento strutturale che ha interessato la struttura metallica sopra il palco. Quest’ultima sarebbe caduta addosso proprio ad alcuni operai che stavano lavorando all’impianto di illuminazione.  

E’ il secondo incidente analogo che avviene ìa pochi mesi di distanza. Nel dicembre 2011, infatti, un altro lutto al PalaTrieste, dove un giovane di 20 anni perse la vita mentre stava lavorando per allestire il palco di Jovannotti.

Al momento non  è ancora arrivata una comunicazione ufficiale dallo staff della nota cantante. Laura Pausini, che si trova all’albergo Altafiumara di Santa Trada di Cannitello, a Villa San Giovanni, ha fatto sapere di non volere rilasciare dichiarazioni. Lo ha fatto solo attraverso Facebook dove ha scritto: “Il nostro lutto è totale. E devastante. Ciao Matteo“.

Nel frattempo la procura di Reggio Calabria ha disposto il sequestro del Pala Calafiore. Gli accertamenti tecnici dovranno stabilire le cause del cedimento per potere accertare eventuali responsabilità. Sono stati accompagnati in Questura per essere sentiti dagli investigatori gli operai che lavoravano all’allestimento del palco. La polizia, che sta conducendo le indagini, spera così di avere elementi utili per far luce sulla tragica vicenda.

La vittima

Matteo Armelini, l’operaio di 32 anni di Roma morto a Reggio Calabria, era dipendente della cooperativa Insieme di Castelvecchio Subequo, in provincia de L’Aquila. La ditta, secondo quanto si è appreso, forniva il personale addetto al montaggio delle luci per i concerti del tour di Laura Pausini. Armelini, al momento del crollo, si trovava in alto sulla struttura che, cadendo, lo ha schiacciato.

Le polemiche

Sull’episodio è interventua anche la Cgil: “L”ennesima morte che dimostra e conferma come anche in questo settore c’è bisogno di intensificare i meccanismi di controllo per prevenire i rischi”, ha detto il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere. “Dal primo marzo ad oggi –  ricorda il sindacalista – sono cinque i morti sul lavoro, da Gorizia a Roma per arrivare a Reggio Calabria. Ciò dimostra che è sbagliato  semplificare fino ad annullare i controlli per garantire salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, così come prevede il decreto legge semplificazioni. C’è bisogno di applicare le norme e intensificare i controlli e i ministri competenti farebbero bene ad incontrare i sindacati”.

“È inconcepibile che in luoghi chiusi e adibiti a manifestazioni sportive di contenuto afflusso di massa si debbano montare strutture la cui imponenza sovrasta di gran lunga le reali possibilità di contenimento»: è quanto dichiara il sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori e consulente della Commissione parlamentare per l’Infanzia a proposito della tragedia verificatesi al Palacalafiore di Reggio Calabria. Per Marziale: «Le immagini del crollo bastano e avanzano a rendere intelligibile come le pretese di spettacolarizzazione dell’evento forzano la natura di un luogo destinato a contenere ben altro genere di performance». Il sociologo continua: «Al di là della tragedia odierna, avvenuta in fase di montaggio del palco, il prevedibilmente elevato afflusso di massa, il sovraccarico di strumentazioni e i decibel trasformano un palazzetto dello sport in autentica bolgia dove le probabilità di rischio diventano davvero incalcolabili e ciò non dovrebbe essere consentito». Marziale chiude rispondendo a Jovanotti, che su Twitter si chiede cosa debba cambiare: «I luoghi devono cambiare. Si facciano concerti in aree aperte o in teatri dove il palco esiste già, senza forzature di sorta».

 

 

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