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Siria. Strage degli innocenti a Homs. Ecco il video choc

DAMASCO – Scia di sangue oggi in Siria. Un video amatoriale su internet ha diffuso le immagini di corpi mutilati e senza vita di decine di donne e bambini.

In uno dei filmati un attivista, identificato con lo pseudonimo di Omar al Homsi, mostra: crani spaccati, visi sfregiati e corpi deturpati. Molti presentano segni di bruciature estese, altri hanno tagli alla gola o fori di pallottole in fronte. Secondo il racconto dell’attivista, le vittime sono state uccise dalle milizie lealiste penetrate poi nei quartieri di Karm az Zeitun e Adawiy alla ricerca dei superstiti di intensi attacchi di artiglieria.

In un anno, dallo scoppio delle rivolte brutalmente represse, “più di 500 bambini sono stati uccisi ed il bilancio è in aumento”, ha affermato al Consiglio dei diritti umani dell’Onu di Ginevra Paulo Pinheiro, presidente della Commissione d’inchiesta internazionale sulla Siria, che ha presentato il suo rapporto. “Alcuni bambini sono stati di mira da cecchini, altri sono stati vittime di bombardamenti indiscriminati. Bambini continuano ad essere feriti, detenuti e torturati”, ha affermato.

Ed è proprio la situazione di più deboli a tenere col fiato sospeso. “La settimana scorsa”, ha dichiarato Neri, direttore di Save the Children Italia, “abbiamo lanciato una campagna di sensibilizzazione e mobilitazione, volta a fermare le violenze e per assicurare che i bambini in Siria abbiano accesso agli aiuti umanitari. Abbiamo bisogno che tutti si uniscano a noi per chiedere la fine immediata delle violenze, in modo da poter portare aiuto immediato a quei bambini”. “Save the Children chiede pertanto a tutti di unirsi al proprio appello per fermare le violenze in Siria e consentire l’accesso alle organizzazioni umanitarie. Si può condividere l’appello sul proprio profilo facebook o partecipando alla discussione su Twitter #stopkilling. Save the Children sta lavorando nelle zone di confine della Siria con il Libano e la Giordania, allestendo aree sicure dove i bambini possano giocare, lavorando con gli insegnanti e le scuole che li accolgono in modo da aiutarli a superare i traumi subiti”, ha aggiunto Neri.

La Turchia nel frattempo ha sospeso treni e bus per Aleppo e Damasco dato l’aggravarsi della situazione di sicurezza. L’agenzia Anadolu, in un comunicato, ha spiegato che i viaggi verso Damasco ed Aleppo mettono a rischio la vita dei passeggeri. La società responsabile del servizio ferroviario turco, la Tcdd, ha confermato inoltre all’agenzia Dpa di aver cancellato i collegamenti per Aleppo e Damasco fino a data da destinarsi.

Al momento si cerca ancora una soluzione politica, difficile da raggiungere dato il veto e la contrarietà di un intervento da parte di Cina e Russia. Oggi al Consiglio di Sicurezza il ministro degli Esteri francese, Alain Juppè, “chiama Cina e Russia ad ascoltare la voce degli arabi” sulla questione siriana, e afferma che il regime di Damasco “dovrà rispondere dei suoi atti davanti alla giustizia”. Kofi Annan incontrerà domani a Istanbul l’opposizione siriana per arrivare ad una soluzione pacifica.

L’allarme di Save the children

Intanto arriva l’allarme da “Save the children” per fermare l’eccidio di bambini.
“La notizia relativa alle morti senza senso dei 26 bambini siriani ci lascia sgomenti e indignati”, ha commentato Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia.
“E’ arrivato il momento di fermare questo eccidio: molti bambini hanno perso la vita e tanti altri vivono quotidianamente sotto la minaccia della violenza, chiusi in casa, tremendamente impauriti da quello che stanno vivendo e bisognosi di aiuti immediati”.

Molte famiglie che hanno lasciato il paese per rifugiarsi in Libano hanno riferito ai membri dello staff di Save the Children, che sta portando loro assistenza al confine, che ormai la popolazione è allo stremo, senza cibo, acqua e medicine. I bambini sono inoltre i più colpititi a livello psicologico dalle violenze a cui stanno assistendo. “Il nostro staff ci riporta quotidianamente il terrore che questi bambini scampati dicono di aver provato, esposti ai bombardamenti e alle sparatorie, molti dei quali sono stati separati dai propri cari o hanno perso i genitori nei combattimenti”, continua Neri.

La settimana scorsa Save the Children ha lanciato una campagna di sensibilizzazione e mobilitazione volta a fermare le violenze e per assicurare che i bambini in Siria abbiano accesso agli aiuti umanitari. «Abbiamo bisogno che tutti si uniscano a noi per chiedere la fine immediata delle violenze, in modo da poter portare aiuto immediato ai bambini in Siria», conclude Neri. Save the Children chiede a tutti di unirsi al proprio appello per fermare le violenze in Siria e consentire l’accesso alle organizzazioni umanitarie. 

 

ECCO IL VIDEO
Attenzione: LE IMMAGINI potrebbe urtare la vostra sensibilità

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