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Zaccai spiega: “Non volevo suicidarmi e i Cc mi hanno consegnato atto amministrativo”

‘Quando uno si vuole suicidare lo fa e basta e non l’annuncia”. Cosi’ il consigliere provinciale di Roma Pier Paolo Zaccai smentisce stamani di avere anche solo minacciato il suicidio.

”Come ogni giorno sono andato alla Provincia – racconta – ed ho trovato i carabinieri ad attendermi all’ingresso. Mi hanno accompagnato in caserma, che dista circa 100metri per notificarmi un atto, anzi per fare un verbale di domicilio per poi successivamente notificarmi l’atto. Mi ha visitato una psicologa ed io non riuscivo a capire perche’ tutti mi chiedessero se stavo bene. Poi alla fine da una serie di telefonate ho capito che in televisione avevano dato la notizia che avevo tentato il suicidio”.

Zaccai aggiunge che ha frequenti liti in famiglia a causa della separazione dalla moglie. ”Ieri sera ho litigato con mia madre -dice- Poiche’ la porta della sua casa era chiusa ho sfondato un vetro e mi sono tagliato ad un dito…tutto qui…una banale lite in famiglia ha provocato tutto questo
patatrac di cui mi sto anche vergognando”. Secondo quanto si e’ appreso i carabinieri stamani aspettavano il consigliere all’entrata di Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma. Una volta visto il consigliere, i carabinieri lo hanno invitato a fermarsi con loro nel gabbiotto degli uscieri, all’entrata di Palazzo Valentini. Gli hanno fatto togliere il giubbotto e lo hanno perquisito. Poi lo hanno accompagnato alla stazione dei carabinieri di piazza Venezia.

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