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Amianto Killer. Continuano i casi di malattie e decessi a causa di amianto

A Fiumicino nove Md80 a “Rischio amianto”

TORINO – Nel primo pomeriggio di ieri è arrivata la sentenza per i due dirigenti imputati del processo Eternit, Stephan Schmidheiny e Jean Louis de Cartier. Sono stati condannati ieri,  in primo grado a 16 anni di reclusione, l’accusa aveva chiesto 20 anni. I giudici si sono presi tre mesi di tempo per riflettere e definire gli orientamenti della sentenza. Ieri finalmente il verdetto che condanna l’azienda al risarcimento di “100.000 euro per Cgil, Usr Cisl Piemonte, Usr Cisl Torino, Feneal, Uil Reg, Uil Prov Alessandria, Ass. Esposti Amianto, 70000 euro per Wwf e Medicina Democratica, quattro milioni per il Comune di Cavagnolo, oltre a una provvisionale all’Inail di 15 milioni di euro.”

La ditta Eternit, attualmente fallita, produceva uno specifico tipo di fibrocemento, usato in edilizia soprattutto per vasche, tegole, tettoie e a lungo costruito facendo uso di amianto, sostanza la cui polvere ha effetti cancerogeni.
Negli anni si sono verificati migliaia di casi di contaminazione, nonostante la produzione di lastre di amianto sia stata sospesa già dagli anni 90.
Sempre a Torino  sale a  quindici malati gravi e venticinque morti, il numero della nuova inchiesta disposta dalla procura sull’Amiantifera di Balangero, la grande cava di amianto, oggi in disuso, che sorge alle porte di Torino.
L’ultimo caso in esame dal magistrato è quello di una donna, cui recentemente i medici dell’ospedale di Lanzo hanno diagnosticato l’asbestosi – fibrosi parenchimale del polmone. La donna è la moglie  di un ex operaio della cava in cui il marito prestato servizio al 1961 al 1979 e dal 1986 al 1992.
Secondo i collaboratori del procuratore Raffaele Guarianello, che già alcuni anni fa condusse un’indagine che sfociò in processi ed indagini, questo caso è da considerarsi “insolito”, poiché in genere i familiari dei lavoratori vengono colpiti da patologie tumorali come il mesotelioma. Nel fascicolo d’ indagine si cercherà di verificare se anche in questi casi esistono delle responsabilità da parte del magnate svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Louis De Cartier, l’Amiantifera di Balangero, infatti, per qualche tempo, entrò a far parte della galassia della multinazionale elvetica dell’amianto.

A “rischio amianto” anche nove Md80 in disuso di proprietà dell’ ex compagnia di bandiera, attualmente parcheggiati all’Aeroporto di Fiumicino. I consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei hanno, infatti, depositato un’interrogazione urgente. Secondo quanto riportato nell’interrogazione, gli aerei appartengono alla flotta Linee Aeree italiane ex Alitalia e dovevano essere smembrati per eventuale vendita o rottamazione. Durante le fasi di smontaggio i tecnici hanno rilevato la presenza di amianto tali da richiedere il fermo delle operazioni per procedere in sicurezza alla rimozione fino al loro smaltimento in discarica, come rifiuti tossici.
Sembrerebbe che sugli Md80 ci siano numerosi pezzi visibilmente danneggiati, esposti al contatto con l’aria, sia nelle parti meccaniche che negli arredi di bordo. I consiglieri regionali Radicali nell’interrogazione chiedono alla presidente della Giunta Renata Polverini “quanti sono gli aerei della Cai che contengono parti di amianto; se gli Enti regionali siano informati della vicenda e quali iniziative intendano promuovere, sollecitare, adottare per garantire gli standard di sicurezza e difesa della salute dei cittadini”.

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