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ROMA –  Il meglio della recente produzione cinematografica dei Paesi francofoni di tutto il mondo torna a Roma, dal 16 al 23 marzo per la terza edizione del  Francofilm organizzato dall’Institut Français – Centre Saint-Louis di Roma (Largo Toniolo 21-22), dove si terranno le proiezioni a ingresso gratuito.

Una giuria presieduta da Romano Milani, Segretario generale del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani e composta, dalla produttrice e distributrice Lydia Genchi e da Vanessa Strizzi, direttore artistico dell’Umbria Film Festival, assegnerà il Premio della Giuria al miglior film e una Menzione speciale. Inoltre, al termine  di ogni proiezione potranno votare anche gli spettatori per decretare il film vincitore del Premio del pubblico.

Il festival presenterà quest’anno 16 pellicole – quasi tutte inedite in Italia – di 12 nazioni, oltre la Francia,  facenti parte dell’ Organizzazione Internazionale della Francofonia: Belgio, Ungheria, Marocco, Lussemburgo, Canada Quebec, Romania, Svizzera, Senegal, Libano, Haiti, Ciad e Slovacchia. i film in concorso – il programma è consultabile al sito ufficiale del festival  HYPERLINK “http://www.francofilm.it” www.francofilm.it – son o 8: La Mosquée di Daoud Aoulad-Syad (Marocco);il rumeno Europolis, diretto da Cornel Gheorghita,; La régate, di Bernard Bellefroid (Belgio); Apricot Island, di Peter Bebjak (Slovacchia); il lussemburghese Réfractaire, di Nicolas Steil; Kalandorok, di Béla Paczolay (Ungheria); La petite chambre, candidato per la Svizzera all’Oscar 2011 per il miglior film straniero e presentato al Festival di Locarno, interpretato da Michel Bouquet e Florence Loiret-Caille, film d’esordio diretto a quattro mani da Stéphanie Chuat e Véronique Reymond e Le vendeur, di Sébastien Pilote del Canada Québec.

Tre i lungometraggi presentati fuori concorso: Et maintenant on va où? (E ora dove andiamo?) della regista libanese Nadine Labaki, che apre le proiezioni del festival il 16 marzo alle ore 21,00; Un homme qui crie, di Mahamat Saleh Haroun, co-produzione Francia, Belgio e Ciad; Le goût des jeunes filles di John L’Écuyer (Canada Québec e Haiti), che sarà presentato, martedì 20 marzo alle ore 17,00 dallo sceneggiatore, scrittore e giornalista haitiano-canadese Dany Laferrière, autore del libro omonimo da cui è tratto il film.

Cinque i documentari, presentati fuori concorso: Dieu a-t-il quitté l’Afrique?, del regista senegalese Musa Dieng Kala, che sarà presentato dal protagonista Missbakh Kara; Territoire perdu, di Pierre-Yves Vanderweerd (Belgio), lo svizzero Vol spécial, diretto da Fernand Melgar, che racconta come ogni anno, in Svizzera, migliaia di uomini e donne vengano incarcerate senza processo né condanna per la sola ragione di risiedere illegalmente sul territorio; i francesi Les Arrivants, di Claudine Bories e Patrice Chagnard e Rosans, miel amer, di Rémi Nelson Borel – ospite del festival – sul dramma di migliaia di harkis  (gli algerini musulmani che hanno combattuto al fianco dell’esercito francese) i quali nel 1962, a seguito dell’indipendenza algerina, minacciati di morte, fuggirono in Francia, dove vennero rinchiusi nei campi.

Apertura e chiusura del festival saranno affidate a due concerti: il 16 marzo alle ore 18,30, concerto di chitarra e banjo del cantante algerino Akli D, uno dei maestri della canzone cabila che mescola motivi melodici e ritmi berberi, il blues del sud. Il 23 marzo sarà la volta di Awa Ly, cantante franco-senegalese dal sound nomade che attinge alle radici del blues, alla canzone francese, al jazz, al soul e al rock, accompagnata dal trombettista Aldo Bassi come ospite d’onore.

A seguire la proiezione del film vincitore.
Presenta la serata  l’attrice del Mali Balkissa Maïga,
Il FrancoFilm Festival è sostenuto da TV5 Monde e realizzato con la partecipazione delle ambasciate e rappresentanze a Roma di Paesi membri e osservatori dell’Organizzazione Internazionale della Francofonia.

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