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La pallavolo piange il suo campione: Vigor Bovolenta “sempre nei nostri cuori”

BOLOGNA – E’ stato un problema cardiaco a causare la morte di Vigor Bovolenta, il campione ex nazionale di pallavolo che ieri è spirato dopo aver accusato un malore nel corso della partita di B2 che stava giocando al Palasport di Fontescodella con la sua Volley Forlì contro la Lube  la Lube Macerata. 

E’ quanto hanno stabilito i sanitari  dell’ospedale di Macerata dove Vigor era stato trasportato tempestivamente.

Resta un vuoto profondo per quest’uomo di appena 37 anni che tanto ha dato per questo sport. Bovolenta era nato in provincia di Rovigo, ma è nelle province di  Ravenna e   Piacenza che ha ottenuto i suoi più importanti successi sportivi e ha deciso di mettere radici con la moglie, Federica Lisi, anche lei ex pallavolista, e i quattro figli ancora piccoli. «Con lui se ne va un cittadino che aveva scelto questa città per viverci con la famiglia – sottolinea il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci – e una pagina di gloria sportiva della città». Era stato proprio il Ravenna, con il Messaggero, a scoprirlo e a lanciarlo nella pallavolo che conta. Con la maglia del Ravenna, Bovolenta ha infatti vinto a inizio anni Novanta uno scudetto tricolore, tre Coppe dei Campioni, una Coppa Italia, una Coppa Cev e due Supercoppe Europee. «La sua prematura scomparsa – aggiunge l’assessore allo Sport del Comune di Ravenna, Guido Guerrieri – ci addolora profondamente». Al cordoglio si unisce anche Roberto Reggi, il sindaco di Piacenza, dove ha giocato dal 2003 al 2008. «Di lui – aggiunge il primo cittadino ho un ricordo stupendo. Era una persona aperta e cordiale, sincera e leale».

Una “perdita grandissima”, ha sottolineato più volte il presidente della Federvolley, Carlo Magri, il quale è  sconvolto e senza parole  per la morte di Vigor. «Oltre ad essere un grande campione – aggiunge – era un ragazzo eccezionale, uno di quelli da prendere da esempio per rappresentare la nostra gioventù». Il presidente Magri ricorda il pallavolista «giovanissimo in campo, generoso e combattivo» e le «tante immagini belle che si rincorrono». «Sono vicino – conclude – alla moglie Federica Lisi (anche lei ex azzurra, ndr) e ai suoi quattro bambini».

«La morte di Vigor Bovolenta ha sconvolto tutti, non riesco a trovare le parole». Ha la voce rotta dal pianto, Andrea Giani, ex compagno di nazionale del campione ucciso nella notte da un malore mentre giocava con la sua Forlì Volley una partita del campionato di B2 a Macerata. «La prima volta che ci siamo incontrati – ricorda Giani   –  durante il riscaldamento a rete mi attaccò in testa e io mi arrabbiai molto. Aveva più o meno 17 anni, era agli inizi con l’agonismo e da allora abbiamo giocato insieme per tanti anni. Era un giocatore che portava tantissimi punti, aveva un peso importante in una squadra». Ancora inspiegabile come un atleta sottoposto a continui esami sia morto a causa di un malore. «Siamo molto controllati – osserva Giani – ma possono esserci delle piccole disfunzioni impercettibili. È difficile che posso accadere , ma c’è sempre una piccola possibilità. Sono casi rarissimi, ma ci sono».

Intanto per donami mattina è prevista  nell’obitorio dell’ospedale di Macerata, l’autopsia  Bovolenta. Lo si è appreso dalla dirigenza della Lube. Trentotto anni non ancora compiuti, Bovolenta si è accasciato in campo durante il terzo set della partita: inutili i soccorsi prestatigli sul posto dai medici delle due squadre e poi al pronto soccorso dell’ospedale. A Macerata sono accorsi la moglie del giocatore, l’ex pallavolista Federica Lisi, i genitori e i fratelli. A vegliare la salma a turno anche i compagni di squadra di Bovolenta e quelli della Lube.

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