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“Romanzo di una strage”: il dovere della verità sul nostro 11 settembre. Recensione. Trailer

ROMA – «La strage di Piazza Fontana è il nostro 11 settembre». Non ha dubbi Pierfrancesco Favino, tra i protagonisti di Romanzo di una strage, il film di Marco Tullio Giordana sull’eccidio del 12 dicembre’69: «Quella strage – continua l’attore – ha rotto il senso di comunità di un popolo che credeva nel bene del proprio Paese ed era impegnato nella sua ricostruzione».

Favino è Giuseppe Pinelli, l’anarchico che trovò la morte nella questura di Milano dov’era stato trattenuto oltre il limite di legge per un fermo di polizia, digiuno, torchiato dalle forze dell’ordine per strappargli una confessione sul coinvolgimento del ballerino anarchico Pietro Valpreda nella strage alla Banca dell’agricoltura. Entrambi innocenti, entrambi vittime del disegno dei veri autori della carneficina: addossare ai ‘rossi’ la responsabilità delle bombe (oltre quella di Piazza Fontana, tre ordigni scoppiarono a Roma e un altro fu rinvenuto inesploso sempre a Milano) per creare un’opinione pubblica favorevole a una svolta autoritaria.

Giordana riparte da dove Pier Paolo Pasolini si era fermato. Riparte dall’articolo sul Corriere della Sera a cui deve il titolo del suo lungometraggio – ispirato invece al saggio di Paolo Cucchiarelli Il Segreto di Piazza Fontana – che si apriva con la confessione dell’intellettuale: “Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. […] Io so. Ma non ho le prove”. «Oggi possiamo dire ‘noi sappiamo’ e possiamo fare quei nomi», afferma il regista. «Piazza Fontana dev’essere come il Risorgimento, deve entrare nella coscienza degli italiani, di chi non sa e di chi non è aiutato a sapere». “Romanzo di una strage” è dunque un’opera didascalica, per necessità. Frutto di un lunghissimo lavoro di ricerca di Giordana e degli sceneggiatori Rulli e Petraglia, nato da un’intuizione del produttore Riccardo Tozzi. Il film deve spiegare, espone i fatti, dalla morte tragica in pieno autunno caldo dell’agente Antonio Annarumma fino all’assassinio del commissario Luigi Calabresi, che nel film ha il volto di Valerio Mastandrea. Romanzo di una strage è sospeso tra verità giudiziaria e verità storica ed è inevitabilmente contaminato da elementi di finzione quando ricostruisce i dialoghi di alcuni incontri riservati, come quello tra Moro e il presidente della Repubblica Saragat.

A più di quarant’anni dai fatti di Piazza Fontana, ma a soli sei dall’ultima, ennesima sentenza della Cassazione, Giordana sposa la tesi di Cucchiarelli sulla pista neofascista veneta e sul coinvolgimento dei servizi segreti, tesi peraltro acclarata dalla magistratura che tuttavia ha lasciato impunita la strage, consegnata alla memoria senza colpevoli. L’omicidio di Calabresi e la morte di Pinelli sono due dolorose appendici del dramma principale, ovvero la morte di diciassette innocenti e il ferimento di altre ottantotto persone cui Giordana dedica il film. Il regista mette in fuoricampo il momento in cui trovano la morte, mentre i loro cadaveri sono ben visibili, soprattutto quello di Pinelli,  perché sarà da un particolare del suo corpo che prenderà le mosse la campagna di stampa contro Calabresi. Se sulla partecipazione del commissario all’interrogatorio di Pinelli gli autori sposano la versione ufficiale, sulla morte dell’anarchico la sentenza della magistratura – quella del “malore attivo” del ferroviere – non è nemmeno citata, anche perché arriverà nel ‘75: «Pinelli non si è suicidato, né sentito male. Penso che sia volato qualche ceffone su un uomo trattenuto illegalmente», sostiene il regista. «Aver cominciato a mentire è stato sbagliato: il veleno su Calabresi è venuto da lì. Questa menzogna è stata l’inizio della fine», conclude Giordana.      

Romanzo di una strage
Regia di Marco Tullio Giordana
Con Pierfrancesco Favino, Valerio Mastandrea, Laura Chiatti, Michela Cescon, Fabrizio Gifuni, Luigi Lo Cascio, Giorgio Colangeli, Omero Antonutti, Thomas Trabacchi, Giorgio Tirabassi, Denis Fasolo, Giorgio Marchesi, Sergio Solli, Giulia Lazzarini e con Luca Zingaretti
Ispirato a “Il segreto di Piazza Fontana”, saggio di Paolo Cucchiarelli
Soggetto e sceneggiatura di Marco Tullio Giordana, Stefano Rulli e Sandro Petraglia
Montaggio di Francesca Calvelli
Musiche di Franco Piersanti
Una produzione Cattleya in collaborazione con Rai Cinema

Romanzo di una strage – trailer

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