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Un movimento a sostegno delle province che parte dalle province

COSENZA – Le Province italiane si preparano a formare un movimento che inviti il Parlamento, ed il legislatore, a riconsiderare degli aspetti in relazione alla soppressione di tali enti, provvedimenti ritenuti sbagliati e soprattutto dannosi per il Paese.

L’occasione è stato l’incontro sul tema “La Provincia. Un ente da rilanciare per lo sviluppo del territorio e per una razionale ed efficiente organizzazione dei servizi” a cui hanno preso parte, tra gli altri, anche il presidente del consiglio provinciale di Cosenza Orlandino Greco, l’assessore provinciale al Bilancio, Antonio Graziano, il giornalista de “Il Sole 24 Ore” Gianni Trovati, l’esperto di enti locali della Corte dei Conti Stefano Pozzoli, e Giorgio Sganga, segretario nazionale del Consiglio nazionale dottori commercialisti ed esperti contabili. Le conclusioni sono state affidate ai presidenti della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio e di Firenze, Andrea Barducci.

«La provincia svolge una funzione importante sul versante dell’area vasta per gestire competenze complicate che non sono risolvibili nell’ambito della municipalità e non trovano nella regione un punto di riferimento efficace.– ha detto Barducci- 108 province a livello nazionale sono troppe. Possono essere diminuite ma occorre agire anche sui comuni. 8000 comuni sono tanti ed anche essi possono essere diminuiti. Noi chiediamo al governo di mettere in campo una riorganizzazione effettiva di tutta la filiera istituzionale. I provvedimenti del governo possono essere modificati in sede parlamentare e chiediamo di far chiarezza verso l’opinione pubblica. Il premier disse nella sua prima uscita televisiva a Porta a Porta “ho abolito le provincie”. Le provincie ci sono tutte, l’unica cosa che si è abolito è il diritto degli elettori di eleggere i propri rappresentanti. Insomma, così non va, c’è bisogno di una marcia diversa e noi cercheremo di dare il nostro contributo».

Le provincie rappresentano l’1,35% della spesa pubblica complessiva del Paese ed il loro costo è valutato in 11miliardi di euro contro i 72 dei comuni, i 168 delle regioni, i 182 dell’amministrazione centrale, i 75 degli interessi sul debito ed i 305 sulla previdenza. Ciononostante le provincie si accollano oneri enormi nel settore dell’istruzione, dell’edilizia scolastica, viabilità e lavoro.

«Per la provincia di Cosenza- ha detto Oliverio- ai 12 milioni di euro di tagli nel 2011 si sono aggiunti i 16 milioni del 2012 e la decurtazione di quelli regionali del 30%. L’Upi ha avanzato la proposta per l’istituzione di provincie di vasta scala che farà risparmiare 5 miliardi di euro. Una proposta che al Sud contrasterebbe contro quei localismi che incarnano una condizione di ritardato sviluppo. Portare a sintesi sul piano della programmazione e della gestione dei servizi, i bisogni del territorio è una esigenza oggettiva che rende più efficiente la pubblica amministrazione»

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