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Musica per Roma. Pierpaolo poeta delle ceneri

ROMA – In un venticinque aprile sin troppo tiepido, come ormai se ne susseguono da anni senza che si riesca a restituire appieno il senso profondo e fondante di questa giornata, l’associazione “Musica per Roma” e l’Auditorium Parco della Musica dedicano un affettuoso omaggio alla memoria di Pierpaolo Pasolini, a novant’anni dalla nascita.

A partire da un’idea di Gianni Borgna, una sorta di melologo in cui le parole del grande poeta – e non solo – friulano, tratte da poesie, saggi, articoli, si accompagnano alla musica suddivise in dieci “quadri”. Sul palco Cosimo Cinieri, suffragato da un ensemble di musici, offre una lettura appassionata del lascito pasoliniano.

Sullo sfondo, le immagini dell’idroscalo di Ostia, dove Pasolini fu barbaramente assassinato – tempo verbale che, nella fattispecie, secondo molti fa rima con “Stato” – danno inizio alle scene. L’attore Gianni De Feo, tra esercizi di vestizione e nudi integrali che certo non scandalizzano ma di cui si fatica a comprenderne il senso, condivide la scena con Cinieri interpretando alcune canzoni scritte dallo stesso Pasolini – tra queste la bellissima “Che cosa sono le nuvole”, composta a quattro mani con Modugno – per i suoi film. Durante la narrazione, come avvertivano diverse locandine poste nel foyer, vengono utilizzate luci stroboscopiche, ma non è purtroppo l’unica cosa che disturba.

Cosimo Cinieri ci mette presenza e maestria, corroborate da un uso della voce che appare a tratti sovradimensionato, tuttavia sapiente e mai eccessivo, eppure non basta. Lo stesso De Feo, tra un nudo accompagnato ad enormi ali nere ed un vestito di borgata, interpreta le canzoni in modo intelligente e fa il suo, e non basta uguale. I musici reinterpretano un corpus di musiche che svaria da Bach alle canzoni d’autore. La poesia “Saluto e augurio”, dedicata ai giovani fascisti, viene recitata sul celebre Adagio in sol minore di Tomaso Albinoni dopo esser stata introdotta da un altrettanto celebre motivo di Battisti. Verrebbe da chiedere perché proprio Battisti ad aprire proprio quella poesia, ma la domanda potrebbe sembrare banale e oziosa ed è certo meglio evitare.
Anche i musici, tuttavia ed in sintesi, fanno il loro ma continua a non bastare.

I versi di Pasolini, tratti da alcune delle sue raccolte più felici – “Poesie in forma di rosa”, “Una disperata vitalità”, “Le ceneri di Gramsi”, “Poesie a Casarsa” – hanno forza che carezza e che scava al contempo. Contengono le vestigia di un mondo di appena mezzo secolo addietro, che tuttavia appare arcaico, perduto e dimenticato irrimediabilmente. Hanno il pregio di una completezza che racchiude decine di anni della nostra storia, senza nulla tralasciare o sottostimare. Ed hanno forza di preveggenza; trent’anni or sono, con lucidità che a dir poco stupisce, aveva capito quel che siamo, quel che saremmo diventati. In teoria dovrebbe bastare e avanzare, invece sembra accadere il contrario. L’intera rappresentazione, pur se arricchita da qualche impennata – le parole infuocate de “Il romanzo delle stragi”, tratte da un famoso articolo del Corriere della Sera, ed alcuni passi de “La ricotta”, sul motivetto divertito e riarrangiato della Traviata – appare debole, claudicante, affanata. Il risultato è una sorta di freno, una smisurata coltre di bambagia, a coprire il tutto, che piuttosto che esaltare l’essenza vibrante, titanica delle parole, ne fa da silenziatore.
Al cospetto di un materiale testuale così ricco, della forza devastante dello stesso, si poteva e doveva fare di meglio. Peccato davvero.

Pierpaolo poeta delle ceneri

Cosimo Cinieri – Voce narrante
da un’idea di Gianni Borgna

Irma Immacolata Palazzo e Gianni Borgna – drammaturgia e scrittura scenica

Irma Immacolata Palazzo –  regia

con la partecipazione di
Gianni De Feo e con Marcello Maietta

Domenico Virgili – direzione, pianoforte, orchestrazione
Marco Ariano – batteria e percussioni
Roberto Bellatalla – contrabbasso
Piero Bronzi – flauto e sax
Carlo Cossu – violino
Marcello Fiorini – fisarmonica
Antonio Iasevoli – chitarra classica ed elettrica



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