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Firenze, Rom occupano casa disabitata. Arrestati, rischiano carcere

Nazione Rom e Gruppo EveryOne: “Sono da  da assolvere, perché hanno agito in stato di necessità (art. 54 c.p.), essendo responsabili di bambini piccoli e necessitando di un ricovero indispensabile a garantirne la salute, diritto tutelato dalla Costituzione all’art. 32. Abbiamo lanciato un appello alle Istituzioni internazionali”

FIRENZE – Quattro capifamiglia Rom romeni in stato di estrema necessità umanitaria hanno occupato ieri una casa disabitata in via Pistoiesi. Sono stati arrestati e ora rischiano di subire, per direttissima, una pena detentiva. I quattro erano consapevoli che forzare una serratura per riparare i propri cari in quell’abitazione avrebbe potuto costare loro caro, di fronte alla legge. Tuttavia hanno bambini piccoli in condizioni di indigenza e precarietà. Non ce la facevano più e hanno deciso  di compiere quel gesto estremo. “E’ lo stesso gesto che compirebbe qualsiasi italiano per proteggere i propri bambini, le proprie donne, i propri malati,” affermano Marcello Zuinisi di Nazione Rom e Roberto Malini del Gruppo EveryOne, organizzazioni umanitarie. “Queste persone emarginate e colpite da tanti episodi di intolleranza sono da elogiare per i loro eroico attaccamento alla famiglia e ai bimbi. Essi invece, di fronte a istituzioni che sembrano aver perduto la via dei diritti umani e della solidarietà, hanno già perso la libertà e sono a rischio di persecuzione. La legge, non solo quella morale e civile, ma anche quella umana, afferma chiaramente che essi sono da  da assolvere, perché hanno agito in stato di necessità (art. 54 c.p.), essendo responsabili di bambini piccoli e necessitando di un ricovero indispensabile a garantirne la salute, diritto tutelato dalla Costituzione all’art. 32. Noi chiediamo che siano liberati, in modo che possano ricongiungersi ai loro familiari. Chiediamo inoltre che le organizzazioni umanitarie che li seguono vengano ascoltate, perché sono testimoni dell’emarginazione, della precarietà e dell’abbandono istituzionale di cui le famiglie sono vittime (in particolare le famiglie Cristea, Mihai, Negru e Buica, colpite dal provvedimento attuale) e che le espongono costantemente a tutti i pericoli che sovrastano chi non possiede né un riparo, né mezzi di sostentamento, né sostegno sociale”. Nazione Rom e il Gruppo EveryOne stanno lottando contro il tempo per tentare di evitare una possibile persecuzione legale dei quattro Rom tratti in arresto, trasmettendo il loro drammatico caso all’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani, al Commissario Europeo per i Diritti Umani, al Parlamento, al Consiglio, alla Commissione dell’Ue e alle più alte cariche dello Stato italiano”.

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