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Tav. Grillo sul banco degli imputati e l’udienza termina tra gli applausi per il comico

TORINO –  Beppe Grillo sul banco degli imputati con altre 21 persone tra cui il leader dei No Tav,Alberto Perino, al processo a Torino per violazione dei sigilli e abuso edilizio per la baita costruita dai No Tav a Chiomonte, in Val di Susa.

“Quello della giustizia è un sistema che non funziona più: non puoi mettere in piedi un processo che costerà migliaia di euro per la rottura di un sigillo”, ha detto entrando in aula il leader del Movimento 5 stelle. “Ci sono detenuti in carcere arrestati per concorso morale,che non prevede neanche il carcere”. E’una debolezza della giustizia “per giustificare un buco da 22 mld che non faranno mai, che è la Tav”. E poi: “Parlano degli sprechi via web, ce li indichino. E questo processo come lo chiamiamo se non spreco, per la rottura di un sigillo volato via col vento?».

Tuttavia  il processo è durato pochissimi minuti ed è rinviato al prossimo 18 luglio. Il pm Giuseppe Ferrando accusa, a diverso titolo, 22 esponenti del movimento No Tav, tra cui il comico Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle. Il giudice monocratico Alessandra Danieli ha accolto l’istanza di legittimo impedimento presentata dai difensori di un imputato assente per motivi di salute. Durante la costituzione delle parti, imputati e gli esponenti del movimento No Tav sono scoppiati in un applauso quando Giorgio Rossetto, unico detenuto in aula, ha detto che fino a due mesi fa, quando fu arrestato per resistenza su ordine di custodia cautelare relativo agli scontri dell’estate scorsa a Chiomonte, faceva il giardiniere e che ha dei precedenti penali. «Giorgio – ha detto Alberto Perino, leader dei No Tav – è quasi in regime di 41 bis per il reato resistenza aggravata ed è sottoposto a sei mesi a censura della posta perchè ha raccolto firme in carcere in difesa dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. È scandaloso».

Alla fine Grillo si è concesso un’ultima battuta che ha diffuso nel suo Blog personale: “Sono un imputato ‘alla sbarrà come scrivono i giornali e i giornalai che vorrebbero vedermi al più presto ‘dietro le sbarrè. L’evento è stato persino trasmesso in diretta web. Non mi ricordo una simile attenzione neppure per i processi Bassolino e Dell’Utri”.

“L’accusa è di quelle toste – commenta il fondatore del Movimento 5 Stelle – di aver violato i sigilli di una baita di legno costruita nell’area destinata ai lavori della Tav. Ammetto di essere entrato nella baita e di aver mangiato della polenta senza esigere alcuno scontrino. Ho perfino bevuto del vino sfuso. La grappa però no, quella l’ho rifiutata. Quando sono arrivato non c’era alcun sigillo, la porta era aperta, come conferma una notizia Ansa – secondo la quale  – i sigilli, in realtà erano già stati portati via dal vento. Si parla di tagli ai costi dello Stato – protesta Grillo – ma quanto costa un processo a venti persone per un sigillo violato? Era sufficiente un giudice di pace, mezz’ora di discussione e, in caso di reato accertato, una sanzione amministrativa, una multa”. Infine, iGrillo ribadisce le ragioni della sua contrarietà alla Tav, «un’opera che ingrasserà le cooperative rosse e bianche, le lobby e, attraverso di loro i partiti, con infiltrazioni future della ‘ndrangheta, che in Piemonte è al terzo posto per presenza dopo Calabria e Lombardia. Questo scempio e spreco colossale di denaro pubblico, mentre l’Italia rischia il default, grida vendetta al cospetto di Dio – conclude – Dov’è la Corte dei Conti? Perchè nessuno indaga sulle vere ragioni della Tav? Sarà dura!».

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