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“Chronicle”: i super-poteri non fanno il super-eroe, piccolo capolavoro. Recensione. Trailer

ROMA – Il giovane Andrew ha tutte le stigmate per diventare lo zimbello dei coetanei: è schivo, non ha amici, non è mai stato con una ragazza, non sa come ci si comporta alle feste.

L’unica sua compagna inseparabile è una telecamera con cui riprende ogni cosa. Essa rappresenta in fondo uno scudo che egli frappone fra sé e gli altri. Il buon Matt (ottima l’interpretazione di Alex Russell), cugino di Andrew, si propone di fargli da saggio maestro per aiutarlo nell’arduo compito di inserirsi in un mondo giovanile da cui pare irrimediabilmente escluso. Una sera, dopo un rave party, fanno una scoperta sensazionale e diventano capaci di fare cose incredibili: spostare oggetti con la forza del pensiero, distruggere mura con la sola volontà, volare. Si innesca tuttavia un meccanismo inarrestabile e la situazione lentamente precipita.
Questo film di Josh Trank merita la massima attenzione. Trae linfa vitale da una idea vincente che da sola basta a rendere interessante lo sviluppo narrativo. In questo caso infatti, come raramente accade, l’acquisizione di super-poteri non fa dell’uomo un super-eroe. L’idea di mettere le proprie doti al servizio della collettività non sfiora neppure lontanamente la mente dei personaggi.

 

E’ un fatto cinematograficamente liberatorio ma di per sé inquietante che segnala la fine dell’ambizione (dell’ illusione?) di cambiare il mondo. Le nuove abilità vengono utilizzate per scopi personali quali il divertimento, l’ accrescimento smisurato del proprio ego, l’acquisizione di prestigio sociale. Non ci sono semplicemente buoni per cui fare il tifo e cattivi da condannare. Piuttosto “Chronicle” ci racconta di una tragedia personale. Dell’implosione prima e dell’esplosione poi di un disagio troppo importante per potersi sciogliere come neve al sole Per Andrew in superficie sembra si tratti del tentativo di uno “sfigato” di diventare un “figo”. Ma la voglia di rivalsa si rivela essere un pozzo senza fondo. Per compensare un senso di inferiorità ben radicato si richiedono dimostrazioni di forza e tributi di riconoscimento sempre più evidenti. La telecamera manovrata dal protagonista, così come il disagio individuale di Andrew specchio di una tragedia familiare, rimandano inevitabilmente a “L’occhio che uccide” di Michael Powell. Un occhio che qui documenta minuziosamente e “masochisticamente” la propria autodistruzione. “Chronicle” è un film discontinuo che manda comunque lampi abbaglianti. Basta pensare alla sequenza dell’uccisione del ragno che condensa tutto il significato e il potenziale drammatico della storia. Il possibile confronto con “The hunger games”, uscito in questi giorni al cinema, sarebbe  per quest’ultimo impietoso. Bisogna qui rendere onore al coraggio di un regista che, a costo di perdere una buona fetta di pubblico, concede ben poco allo spettacolo più banale. Allora correrò anche io il rischio, ben più modesto, di abusare ulteriormente di una parola di cui notoriamente si abusa. E vi dico: “Chronicle” è un piccolo capolavoro.

 

USCITA AL CINEMA: 09/05/2012
REGIA: Josh Tranks
SCENEGGIATURA: Max Landis
ATTORI: Dane DeHaan, Michael B. Jordan, Alex Russell, Michael Kelly
FOTOGRAFIA:  Matthew Jensen
SCENOGRAFIA: Stephen Altman
PAESE: USA
GENERE: Fantascienza/Azione
DURATA: 83 Minuti

 

Chronicle – trailer

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