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Eni stop oil spills. Amnesty protesta per fermare il disastro ambientale nel Niger

ROMA – “Eni stop oil spills”. E’ questo lo slogan scritto in bianco su un cartello nero, posto in cima alla scalinata davanti alla sede romana dell’ Eni all’Eur.  

Amnesty International, infatti,  protesta contro le fuoriuscite di petrolio nel Delta del Niger, chiedendo che la zona venga bonificata «perchè un ambiente sano è un diritto umano». Il cartello è circondato da drappi di stoffa azzurra che simboleggiano chiaramente il grande fiume africano e su di essi sono incollati messaggi colorati degli azionisti dell’associazione. Nel volantino che accompagna la protesta, Amnesty afferma che «le fuoriuscite di petrolio dagli oleodotti gestiti da Agip sono un fenomeno ricorrente», che contaminano «i campi coltivati, le paludi e i fiumi dai quali le comunità traggono l’acqua per tutte le esigenze della vita quotidiana»: l’organizzazione denuncia inoltre il rischio di incendi e l’inquinamento provocato dal gas flaring. Pertanto Amnesty chiede all’Eni, ma anche a Shell e a Total, che operano in Nigeria, di «bonificare tutte le zone inquinate e attuare misure preventive efficaci, sottoporre a controlli l’impatto delle loro attività sui diritti umani e rendere pubblici i risultati, avviare un’efficace consultazione con le comunità coinvolte».

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