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I lavoratori Atac in sit-in contro l’aumento del biglietto e il piano industriale


ROMA- Domani 25 maggio l’ATAC fa partire l’aumento del biglietto per il trasporto locale ad 1,50 euro. I lavoratori ATAC hanno organizzato un sit- in di protesta, alle ore 13:00 presso la sede di via Prenestina 45.

L’ennesimo sacrificio chiesto ai cittadini e ai lavoratori romani per risanare il debito di 630 milioni accumulato dall’azienda con gli sprechi, il clientelismo, le assunzioni facili di una caterva di dirigenti strapagati. Un piano per preparare ATAC, come le altre aziende pubbliche romane che erogano servizi essenziali, alla vendita a favore dei privati finalizzata a risanare le casse in rosso delle amministrazioni locali e che sta cambiando il volto della nostra città-ad annunciarlo l’Unione Sindacale di Base.

Il piano industriale di Atac prevede uno tsunami su Roma. Aumento delle tariffe, dismissione del patrimonio immobiliare, aumento delle ore di lavoro, taglio di linee considerate superflue. Quindi aumenta il biglietto, diminuisce la sicurezza e si perdono immobili del patrimonio ATAC importanti per le necessità sociali della città.

L’operazione viene giustificata agli occhi dei lavoratori e delle lavoratrici come necessità per salvaguardare posti di lavoro e salari-continua l’USB- quindi si prova a mettere contro due realtà ugualmente colpite, coloro che usano il mezzo pubblico e i dipendenti Atac.

USB ATAC ritiene che questo vada impedito. Il trasporto pubblico così com’è risulta inadeguato e non in grado di rappresentare una valida alternativa all’uso del mezzo privato, ma in epoca di crisi economica aumentare le tariffe peggiorando il servizio, rappresenta una provocazione e un attacco fortissimo al reddito di tutti coloro che hanno necessità di servirsi del mezzo pubblico.

Così si ostacola l’incentivazione all’uso del trasporto pubblico, che dovrebbe essere il primo punto da sviluppare verso una mobilità sostenibile: l’aumento del biglietto, gli autobus pieni e i lavoratori stressati alla guida degli autobus, allontanano chi deve optare tra la propria auto e il mezzo pubblico.

Per fare cassa rapidamente, non si tagliano gli sprechi, ma si decide ancora una volta di colpire le categorie più disagiate: oltre all’aumento del biglietto verranno tolte le agevolazioni ad anziani, studenti ed invalidi.

Come lavoratori ATAC ci siamo espressi contrariamente al piano industriale e ci stiamo battendo per i nostri diritti; insieme agli studenti e alle studentesse, ai movimenti per il diritto all’abitare, ai precari e alle precarie, alle associazioni degli utenti e dei pedoni, ci mobilitiamo per chiedere il ritiro del piano e il blocco degli aumenti.

L’Unione sindacale di Base ha invitato tutti a partecipare-per sostenere l’idea di un diverso modello di sviluppo e una mobilità non centrata sul mezzo privato, per difendere il lavoro, i beni comuni, il reddito e i diritti.

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