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La discarica che sfregia Villa Adriana. Il sì di Monti a scatola chiusa

Abbiamo  alcuni dubbi. Mario Monti ha mai visitato Villa Adriana?  Sa dove si trova Corcolle? Sa quanto dista  questa località dalla Villa? Sa quanto forte sia la protesta dei cittadini che non vogliono si apra una discarica a poche centinaia di metri, neppure due chilometri, da uno dei luoghi più belli del mondo,  dal 1999 Patrimonio dell’Umanità e dell’Unesco.

Dal 117 dopo Cristo quando l’imperatore Adriano   dette il via ai lavori per costruire la sua residenza, la Villa ne ha viste di tutti i colori, ma mai aveva dovuto subire un “oltraggio”, di questo si tratta, come quello messo a punto, studiato, da un prefetto della Repubblica. Accomunarla nel suo destino a quello dello smaltimento della monnezza, in italiano immondizia,   rifiuti  di vario genere. Villa Adriana, più grande di Pompei, vive la storia di tutti i monumenti italiani, dei nostri beni culturali, vanto nel mondo, ma  non valorizzati quando non abbandonati al proprio destino.

 

La scelta indecente del prefetto Pecoraro e  di Polverini

Siamo il paese dai cento, mille campanili  e torri che rappresentano le radici della civiltà italiana e d europea. Crollano, come è accaduto in Emilia in questi giorni, in tante altre città, quando arriva una scossa di terremoto. Certo imprevedibile, ma se le strutture di chiese, campanili, torre, palazzi di un tempo che fu venissero consolidate forse sarebbe ancora integre. L’Aquila è  là che grida vendetta.  Ci sono progetti per risanare, ristrutturare, consolidare i centro storici . Rimangono chiusi nei cassetti di qualche  ufficio ministeriale. Ci sono lavori che potrebbero essere messi in cantiere, da subito, creando occupazione, dando ai giovani in particolare una opportunità professionale. Sono in svolgimento a Roma dei concorsi indetti dal comune che riguardano diverse professionalità. Si scopre che esistono migliaia di archeologi. Insomma ci sono tante cose da fare. L’unica cosa da non fare è “sfregiare” Villa Adriana . Ci ha pensato, il prefetto Pecoraro,  commissario straordinario per l’emergenza rifiuti della provincia di Roma, la chiusura di Malagrotta, un impianto che diffonde i suoi “odori”  in un vasto territorio  della capitale.  Lui, con l’assenso della sola Polverini, presidente della Regione, contrati tutti gli altri enti locali si è intestardito sulla scelta di Corcolle. Dice  che  su Villa Adriana e sullo splendido territorio circostante non ci saranno riflessi negativi. E sui turisti? Non si pronuncia ma non ci meraviglieremo se affermasse che la discarica potrebbe dare incremento al turismo. Forse ha ragione. Verrebbero da tutto il mondo ad ammirare uno scempio del genere. Manifestazioni, cortei, presidi, raccolta di firme, interventi di tanti autorevoli esponenti del mondo della cultura, forze politiche e non solo quelle del centrosinistra , anche il sindaco Alemanno non è  favorevole. Non solo. Il presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali si  è dimesso. Ci sono due ministri, quello della cultura, Lorenzo Ornaghi e dell’Ambiente Corrado Clini,  che sono “contrarissimi” alla scelta del prefetto Pecoraro.

 

Monti conferma la fiducia al prefetto e dà l’ok

E Monti che fa? Conferma la fiducia accordata al prefetto capitolino. E’ vero che non è lui che lo ha nominato ma questa “ fiducia” significa dare il via libera all’insediamento della discarica a Corcolle. Ornaghi e Clini rimangono di sasso. Addirittura si è parlato, per quanto riguarda in particolare il ministro della Cultura, di possibili dimissioni: Dice Ornaghi: “”Rimango contrarissimo, per il bene del Paese Villa Adriana e il suo ambiente storico-naturalistico non possono essere sfregiati, i vincoli paesaggistici e archeologici che insistono su quell’area non sono derogabili per nessun motivo, non possiamo permetterci un’ondata di legittime critiche internazionali”.La questione potrebbe finire al Consiglio dei ministri. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, avrebbe invitato il ministro per un colloquio.

 

I senatori del Pd. La  misura è colma, si revochi Pecoraro

Una vicenda sconcertante, ”la misura è colma”, dicono i senatori del Pd Roberto Della Seta, Francesco Ferrante, Vincenzo Vita e Roberto  Di Giovanpaolo. Parlano di” arroganza” del prefetto e chiedono a Monti “ di revocare al più presto “la nomina di commissario a Pecoraro, e si proceda poi rapidamente per una soluzione realmente condivisa e sostenibile.” “L’ostinazione e la protervia di Pecoraro – continua la dichiarazione dei senatori – hanno messo in difficoltà il Governo, inducendo persino il ministro Ornaghi ad avanzare la possibilità di dimettersi. Il rischio emergenza rifiuti a Roma è estremamente concreto, dunque – concludono-se il prefetto Pecoraro non intende per responsabilità fare un passo indietro e sbloccare l’impasse generata dal suo operato, deve essere il Presidente del Consiglio a revocargli la funzione di commissario straordinario.”   Immediata è stata la protesta della popolazione, degli enti locali, di tante associazioni, personalità, movimenti. L’elenco  troppo lungo per essere pubblicato. Monti farebbe bene a leggerlo.

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