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Francia. Elezioni politiche: i Socialisti concedono il bis

PARIGI – Il primo turno delle elezioni politiche in Francia conferma l’esito delle recenti presidenziali: a soffiare è ancora il vento del cambiamento, che sospinge la sinistra verso la maggioranza parlamentare.
Il condizionale è d’obbligo, visto che si tratta del primo turno della consultazione elettorale, ma i risultati appaiono già delineare l’esito finale.

I Socialisti di Martine Aubry e Francois Hollande sfiorano il 35% dei consensi, segnando un progresso di ben dieci punti percentuali rispetto alle ultime elezioni del 2007. Per il partito e per il neopresidente Hollande si tratta di una doppia affermazione di grande sostanza, per due ragioni prevalenti.
La prima, è che i francesi hanno ribadito – cosa per niente scontata – a poche settimane di distanza il loro orientamento rispetto ad un’idea di economia, società e lavoro. Di fatto un’apertura di credito consistente al programma di riforme di Hollande, una sorta di blindatura sul suo mandato.

Verso la maggioranza  nell’assemblea nazionale

La seconda, è che i risultati – se confermati dopo il secondo turno – scongiurano l’eventualità di ciò che oltralpe chiamano coabitazione, ovvero la situazione in cui la maggioranza politica che ha espresso il Presidente sia minoranza nel parlamento, l’Assemblea Nazionale.
Evitare le pastoie della coabitazione, condizione di estremo rilievo nel sistema politico francese e in quelli presidenziali o semi-presidenziali, consentirà ai socialisti e a Hollande di esprimere a pieno il loro potenziale programmatico.
Sarebbe a dire che Presidente e Assemblea Nazionale hanno spazio di manovra sufficiente per realizzare quanto programmato e quindi piena responsabilità del successo o del fallimento della legislatura.
Se Hollande è dunque artefice del proprio destino, e di quello del Paese, Sarkozy è ormai al canto del cigno. Il suo UMP è in balia degli eventi, in calo, sebbene si attesti sul medesimo risultato percentuale dei Socialisti.
Complessivamente, però, mentre l’UMP resta isolato a centro-destra, i Socialisti possono contare sui voti delle altre forze di sinistra – dal Front du Gauche di Jean-Luc Mélenchon ai Verdi – che sembrano spingerli verso la maggioranza assoluta nel ballottaggio.

  La destra  razzista di Le Pen  si conferma pur con qualche perdita

Sarkozy e suoi infatti, ribadiscono di non voler cercare intese con la destra xenofoba e razzista del Front National di Marine Le Pen, forte di 14% che la vede in calo rispetto alle presidenziali ma che comunque rappresenta un’ottima affermazione. Un’affermazione che, grazie anche al risultato della giovane nipote di Jean-Marie – Marion Maréchal Le Pen – resta sempre di più in famiglia, a testimonianza della democrazia che regna nel Front National, dove per essere candidati la dote principale è quella di chiamarsi Le Pen.
Fa sensazione, infine, il dato degli astenuti: il 43%, quasi un francese su due. Cittadine e cittadini che Hollande e il suo programma di governo dovranno cercare di riavvicinare alla politica.

(Francois Hollande, Nikolas Sarkozy, Francia, elezioni, ballottaggio, Presidente della Repubblica, Eva Jolie, Jean-Luc Mélenchon, Partito Socialista, UMP)

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