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ROMA – Anche quest’anno l’ Accademia Reale di Spagna a Roma fondata nel 1873 e diretta da Enric Panés è lieta di presentare la mostra finale dei borsisti ospitati nell’istituto culturale dell’ex convento di San Pietro in Montorio al Gianicolo:  dal 15 giugno al 27 luglio con  ingresso libero tutti i giorni dalle 10 alle 21.

Esposizione che con tutta probabilità sarà successivamente inaugurata a Madrid alla Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, una delle principali istituzioni artistiche spagnole che ha ospitato Goya, Rubes, Zurbaran… La mostra é curata da Rosa Olivares (Madrid, 1955)  scrittrice,  giornalista, direttrice di EXIT Imagen & Cultura  e critica d’arte.

 

Quest’anno in mostra all’Accademia:
 Irma Laviada il cui lavoro si divide in parti che fanno riferimento ad un’ idea di sequenza, di serialità, la cui finalità è quella di allungare i limiti della tela nelle quali raccoglie preoccupazioni e riflessioni sull’esplorazione dello spazio pittorico; Ruth Morán Méndez , pittrice, con il suo  invito ad entrare in uno spazio interiore senza limiti; Sonia Navarro per cui l’idea dei modelli è sempre stata presente come punto di incontro con l’universo femminile,  acquisendo mille forme all’interno di un linguaggio pittorico che si serve della tessitura come elemento principale di espressione; Arturo Reboiras il cui lavoro è caratterizzato da un’ attività interdisciplinare, nel quale interviene la fotografia, la scultura, l’intervento nello spazio urbano anche se, il più delle volte, è dalla pittura che nasce il germe dei suoi progetti, in un processo che si evolve continuamente arrivando fino alla scultura, con istallazioni e interventi nello spazio pubblico; Belén Rodríguez González che con Plastica, rappresenta il suo recente interesse  verso il disordine, l’inaspettato, il caso. Ispirata dall’idealismo del movimento della Bauhaus – la fusione dell’arte, l’artigianato, i giocattoli e la funzionalità, in quest’opera reagisce ad alcuni piccoli pezzi di plastica, trovati sulla spiaggia, trasformando in espressione artistica l’estetica casuale dei fenomeni naturali; Paula Anta e la sua fotografia incentrata sul Viaggio, la Natura e l’Artificialità unite alle strutture create dall’uomo come la Storia e il Paesaggio; Jorge Yeregui (Fotografo)- ha da poco partecipato alla VII biennale Iberoamericana de Arquitectura e Urbanismo tenutosi a Medellin (Colombia);  Diana García Roy che a partire da Villa Ada e la Necropoli di Cerveteri  realizza una ricerca sui legami che connettono gli spazi, le sequenze di vuoti e gli imprevisti, traducendoli in sculture leggere costruite per piani, definite dalle luci e dalle ombre; Raúl Del Valle González  architetto dell’Etsam di Madrid che con una raccolta di disegni realizzati a Roma durante il periodo di soggiorno cerca di riflettere le impressioni che, in relazione con la luce e la costruzione dello spazio architettonico, scaturiscono dai diversi luoghi visitati; Ana María Jiménez Jiménez e la ricerca sullo studio dell’architettura dei conventi francescani nell’Italia centrale attraverso un lavoro che potrebbe permettere la individuazione delle invarianti architettoniche, tipologiche, ecc e, contemporaneamente, migliorare la conoscenza per la diagnosi per la conservazione, il consolidamento o possibili interventi futuri; Sergio Martín Vime che a partire dal suo progetto di dottorato cerca di raccogliere quante più informazioni possibili sulle tabernae, ovvero quegli spazi dedicati al commercio in piccola scala nell’antica Roma; Manuel Alejandro Contreras Vázquez/ Fernando Buide Del Real/ Arild Suárez Stenberg  i tre musicisti e compositori che hanno presentato i loro lavori nel corso della rassegna Concerti nel Chiostro 2012, sempre all’Accademia Reale di Spagna a fianco di artisti di fama internazionale; Efraín Rodríguez Santana, borsista di letteratura con il suo lavoro sul mito di Elettra; Manuel Alejandro Contreras Vázquez con il progetto Ha Lugar nel quale evidenzia il rapporto tra composizione musicale e “luogo” a partire dall’osservazione di un luogo caratteristico della città quale il Pantheon in quanto opera essenziale dell’architettura antica; Jaime Blanco Aparicio (storico dell’arte); Fefa Noia che prendendo come punto di partenza il concetto di violenza, disegna la mappa di Roma mettendo in scena alcuni degli episodi salienti che si sono verificati nella città dalla sua origine a oggi. Ed infine le due artiste italiane accolte come borsiste dall’Accademia nello spirito di condivisione culturale tra i due paesi  Laura Bisotti  e Veronica Gambula: la prima con un progetto che prende come punto di riferimento concettuale la figura del flâneur. Figura che da Baudelaire a Benjamin, viene descritta come colui capace di trasformare i suoi itinerari nella città in percorsi creativi. Attitudine che si concretizza nell’opera di Bisotti con l’azione quotidiana di salire sopra la torre dell’Accademia e scattare ogni giorno una fotografia di Roma; la seconda (Gambula) la cui ricerca artistica riflette invece sulla sensibilità e la fragilità dell’animo umano, descrivendo momenti della vita in cui gli ostacoli aprono la strada a sentimenti negativi di disagio e sofferenza.

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