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Amnesty. La Siria è colpevole di crimini di guerra. Ecco il rapporto completo

DAMASCO –  “Il regime siriano è colpevole di  crimini contro l’umanità  ai danni delle comunità sospettate di sostenere gli insorti”. 

A lanciare l’accusa non è una sedicente fazione terroristica anti governativa, nè tantomento qualche pericoloso dissidente del governo di Assad, bensì l’autorevole Amnesty International. L’organizzazione umanitaria, infatti, ha stilato un rapporto sconvolgente sulla Siria nel quale sostiene di aver le prove inconfutabili che molte delle vittime, tra cui i bambini, sono stati prelevati dalle loro case, torturati e uccisi senza pietà da quello che ormai viene definito come il “regime di Assad.”

Amnesty avrebbe documentato i metodi brutali del governo, adottati per sopprimere le comunità sospettate di sostenere l’opposizione. Metodi di cui sono venuti a conoscenza gli operatori di Amnesty  dopo aver visitato 23 villaggi nelle province di Aleppo e Idlib, nonostante fosse stata negata loro l’autorizzazione.   
Il documento racconta di militari e di milizie  che hanno incendiato case e proprietà e sparato indiscriminatamente nelle aree residenziali. Inoltre si accusa il regime di torturare sistematicamente coloro che vengono arrestati, malati e anziani compresi. Secondo Amnesty, il governo e le milizie sono responsabili di  violazioni gravi dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale,  che rappresentano crimini contro l’umanità e crimini di guerra.
Insomma,  i vari tentativi adottati dal governo al fine di impedire alle organizzazioni per i diritti umani e ai giornalisti di valutare la loro situazione non è servito a molto. La verità sta finalmente venendo a galla e questo rapporto testimonia, attraverso dettagliate prove, che le autorità siriane sono impegnate in un attacco sistematico, massiccio e brutale contro la popolazione civile.

Tra l’altro le conclusioni del rapporto coincidono con quelle di altri organismi, come la Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sulla Siria e il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura, così come con le stesse prove raccolte da Amnesty International durante le missioni di ricerca svolte in Libano, Turchia e Giordania per intervistare cittadini siriani che avevano lasciato il paese dall’inizio della violenta repressione
delle proteste.

“Ovunque sono andata, ho incontrato gente sconvolta che si chiede come mai il mondo guardi impassibile e non faccia nulla”, denuncia nel rapporto Donatella Rovera (AI). L’organizzazione chiede al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di sottoporre il caso al procuratore della Corte Penale Internazionale e di imporre un embargo sulle armi al regime di Damasco e congelare i beni patrimoniali di Assad e dei suoi funzionari.

Ecco il rapporto di 70 pagine di Amnesty International

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