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Diaz. La parola alla difesa

ROMA – Il secondo collegio della quinta sezione della Corte di Cassazione, lo stesso che qualche settimana fa ha assolto Marcello Dell’Utri dal reato di concorso esterno in associazione mafiosa, per voce dell’avvocato Salvatore Salvemini  ha richiesto “l’annullamento con rinvio delle condanne” dei 25 agenti e funzionari di polizia accusati del pestaggio di 93 neoglobal  sorpresi nel sonno alla scuola Diaz di Genova nel luglio del 2001. 

La procura generale di Genova aveva chiesto, infatti, per tutti i condannati per lesioni, la modifica del reato in tortura, appellandosi alla “Convenzione europea contro la tortura e i trattamenti inumani e degradanti”. Richiesta confutata dal PG Gaeta, che ha anteposto la superiorità delle leggi italiane rispetto alle direttive europee : se la  convenzione esiste a livello europeo, in Italia può essere  applicata o meno,  a discrezione di giudici e magistrati. La seconda questione riguardava  il ricorso presentato dai difensori degli imputati di riaprire il processo e di riascoltare tutti i testimoni : valutata da Gaeta  inammissibile. 
La sentenza, emessa nel maggio 2010 da Genova, “deve essere annullata con rinvio per quanto riguarda l’individuazione dei responsabili dei reati di lesione e della redazione dei falsi verbali”. Per l’avvocato Salvemini “l’operato della polizia è stato grave nella conduzione della perquisizione della Diaz ed è inaccettabile il ferimento dei ragazzi, ma io non rispondo dell’operato di tutta la polizia, perché qui sono in sede penale, dove vanno trovate responsabilità individuali che finora sono state addossate in maniera approssimativa e con errore”.  L’avvocato Domenico Battista ha spiegato che, in caso di conferma delle condanne, gli imputati “dovrebbero anche farsi carico della responsabilità civile, cioè dei risarcimenti alle vittime, soldi finora pagati dal ministero dell’Interno”. Resterebbe  la condanna alla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni: una misura disposta per tutti gli imputati.
Si prevede il verdetto della Corte per venerdì 15 giugno, e verrà emesso dal presidente,  il giudice Giuliana Ferrua.
Davanti alla sede penale  è iniziata intanto la campagna “Genova 2001 non è finita, 10×100 anni di carcere”,  con la quale si chiede l’annullamento della condanna per devastazione e saccheggio nei confronti di dieci manifestanti del G8 di Genova. La rete, è stato detto in conferenza stampa, ha raccolto il sostegno fra gli altri di Erri De Luca, Ascanio Celestini, Giorgio Tirabassi, Daniele Vicari, Valerio Mastandrea, Teatro Valle Occupato, Mario Tronti, Curzio Maltese, Don Andrea Gallo e Loredana Lipperini. L’udienza che dovrà decidere se confermare o meno le condanne – comprese tra i sette e i quindici anni di reclusione per ciascun imputato – si svolgerà il prossimo 13 luglio.
Se le condanne richieste per gli agenti, che vanno tutte dai 3 ai 4 anni al massimo, e per i quali è comunque stata esclusa l’ipotesi di condanna per tortura, vengono paragonate a quelle di “devastazione e saccheggio” richieste per dieci persone che manifestarono a Genova, e che prevedono una condanna da 7 a 10 anni, allora è il sistema-giustizia che con la sua grave inadeguatezza fa del male agli uomini.

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