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Tumori. Il ginseng può aiutare i pazienti oncologici

ROMA – Secondo un recente studio presentato al meeting annuale dell’ American Society of Clinical Oncology, il ginseng sarebbe in grado di contrastare il senso di affaticamento nei pazienti oncologici in tutta sicurezza.

Secondo lo studio guidato da  Debra Barton del Cancer Center di Rochester dopo 8 settimane di assunzione degli integratori, il senso di affaticamento è sceso del 20 per cento rispetto al 10 per cento con il placebo (P = 0.003).
La maggior parte dei pazienti oncologici presenta il sintomo denominato ‘fatigue’, un senso di affaticamento persistente che compare con l’inizio del trattamento e spesso persiste anche oltre la conclusione del trattamento stesso. Per combattere questo sintomo è stata utilizzata l’eritropoietina, associata però a rischi cardiovarscolari e tromboembolitici.

Il ginseng tradizionalmente (a partire dalla medicina cinese) è utilizzato come energizzante naturale. Al ginseng sono attribuite proprietà antinfiammatorie e si pensa che possa controllare anche il cortisolo. La quasi assenza di effetti collaterali ha determinato la scelta di sperimentare sui pazienti il trattamento con l’estratto di questa radice dalle molte proprietà.

Lo studio Barton di fase III, ha incluso 364 pazienti oncologici che hanno riportato almeno un senso di fatica moderata (con un punteggio di fatica 4 o più su una scala di 10 punti) per i quali sono escluse altre cause come l’anemia, il dolore o l’insonnia. Ai pazienti, randomizzati in doppio cieco, sono stati somministrati 2g di radice di ginseng Wisconsin.

A 4 settimane, il gruppo che assumeva ginseng ha mostrato un beneficio nella variazione del punteggio dei sintomi secondo la Multidimensional Fatigue Inventory. Il punteggio è migliorato di 14,4 punti su una scala di 100 punti con le pillole a fronte di un miglioramento di 8,2 punti nel gruppo placebo (P = 0,07).

A 8 settimane, il vantaggio raggiunge la significatività statistica per l’endpoint primario. I punteggi migliorano di 20 punti rispetto al basale nel gruppo che assume ginseng rispetto a 10.3 punti in placebo (P = 0.003)

L’effetto appare guidato da una riduzione del senso di fatica con un miglioramento di 3 punti sui 10 punti su scala fisica rispetto ad un peggioramento di 1,7 punti nel gruppo placebo a 8 settimane (p = 0,004).

Gli effetti collaterali più comuni riportati dopo assunzione di ginseng oltre le 8 settimane sono stati un tasso di circa il 5 per cento di nausea, rispetto a circa il 4 per cento nel gruppo placebo e un tasso di circa il 4 per cento di feci molli rispetto al 3 per cento con placebo.

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