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Rai. Pdl e Lega disertano la Vigilanza. Salta la nomina del Cda

ROMA – Nelle “ porcate” si ritrovano sempre. Pdl e Lega, separati in caso, si ritrovano quando si tratta di far danni, così come hanno fatto per tutti questi anni in  cui hanno governato.

La “ porcata”, “prove tecniche di lottizzazione”, “sceneggiate da prima Repubblica” ha avuto come luogo la Commissione di Vigilanza Rai. Pdl e Lega hanno disertato la seduta nella quale si dovevano eleggere i sette membri del nuovo  Cda. E’ mancato il numero legale e il presidente Zavoli non ha potuto che rinviare la riunione. Erano presenti i parlamentari di Pd, Terzo Polo, Idv e Radicali ma non sono stati sufficienti per  assicurare la maggioranza necessaria, 21 su 40.  

Morri (Pd): il governo convochi i partiti di maggioranza

Fabrizio Morri, capogruppo dei Democratici in Vigilanza,per i disertori ha una siola parola: ha una sola parola , “ Irresponsabili”.  “E’ un gioco che ha stufato tutti, – afferma-non solo noi ma l’intera opinione pubblica. Il Cda è scaduto da 2 mesi. Il governo convochi un vertice dei partiti di maggioranza per operare rapidamente un chiarimento”. Il governo- – sottolinea- “non può far finta di niente e deve richiamare all’ordine quella componente della maggioranza che oggi non si è presentata”. Poi conferma che i deputati del Pd in vigilanza hanno scritto sulla scheda i nomi di Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi come suggerito dal cartello delle associazioni.Insorge il sindacato dei giornalisti Rai, l’Usigrai: “ Sarà sciopero se le nomine slittano ancora” La “ fumata nera “ non è stata una sorpresa. Era stata annunciat. Il Pdl non ha digerito l’indicazione data da Monti, Luigi Gubitosi, ex amministratore Wind, per la nomina del Direttore generale che  andrà a sostituire l’attuale, la Lei ed ha alzato le barricate.  Passi per l’ indicazione del vicedirettore di Banca d’Italia  Anna Matria Tarantola, come presidente, ma il posto di direzione ai piani alti non si tocca. Berlusconi ne ha fatto una delle questioni di vita o morte.   Il Pdl  in rotta o qualche altra lista che il cavaliere sembra intenzionato a mettere in campo non può permettersi di andare alle elezioni,senza una persona  della cui fedeltà non c’è dubbio alcuno, alla direzione della azienda.  Dopo aver stoppato Monti che non ha avuto il coraggio di affrontare la riforma della Rai, così come aveva più volte dichiarato pubblicamente, ora il cavaliere ha bloccato anche le nomine dei consiglieri.

Gli ex alleati si ritrovano nelle “porcate”
Per tre motivi. Il primo che fra le fazioni che convivono nel Pdl ancora non è stato trovato l’accordo sui nomi da  indicare. La Lega sembra disponibile ad “ offrire “ al Pdl il consigliere che gli spetta, ma la porcata non è stata ancora perfezionata. Afferma Morri: “Il  punto è la difficoltà di Lega e Pdl: causa i loro dissensi interni dovuti al tentativo di ricreare in commissione un asse che gli garantisca 4 su 7 dei membri del Cda”.   Domani alla assemblea nazionale dei Comitato di redazione l’Usigrai cheiderà il mandato “allo sciopero generale  qualora vi fossero ulteriori slittamenti ingiustificati e ingiustificabili”. L’Usigrai afferma che  “continuano i diritti di veto” e che una Rai, ferma e immobile “di tutto ha bisogno salvo che di rinvii. L’escutivo Usigrai si rivolge a Monti ” affermando che, “ se ne avesse ancora bisogno ha potuto constatare il tasso di litigiosità dei partiti sulla Rai, così ingovernabile, ripensi alla possibilità di una riforma, in tempi rapidi ponendo la questione di fiducia, tanto se gli fanno saltare quel che ha annunciato farà comunque una brutta figura devastante”. Di “sceneggiata da prima Repubblica” parla la deputata di Fli, Flavia Perina. “Il manuale Cencelli –prosegue-sta ritardando il processo di risanamento e rinnovamento di un’azienda sull’orlo del fallimento economico e culturale. E tutto questo non fa bene nè alla Rai, che ha bisogno subito di un Cda autorevole, né ai cittadini italiani, che non possono più vedere il servizio pubblico in mano a logore logiche di partito che non fanno altro che produrre immobilità”.





 

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