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Uffizi. Riaperta la Tribuna del Buontalenti

FIRENZE – Trentadue mesi di restauro per riportare lo scrigno delle meraviglie al suo antico splendore. La tribuna creata nel 1584 da Bernardo Buontalenti, per conservare preziosi oggetti d’arte è nuovamente fruibile al pubblico.

La suggestiva sala ottagonale, sita nel corridoio di levante della Galleria è stata riaperta al pubblico. Chiusa nel 2009 per essere sottoposta ad un meticoloso intervento è tornata oggi ad essere, come lo ha definito la sopraintendente al Polo museale Cristina Alcini: “un indisturbato scrigno di simbolo e di bellezza. Arca dell’alleanza tra uomo e natura- e –primo museo universale d’Europa e del mondo moderno”.
Le 5780 conchiglie di madreperla, provenienti dall’Oceano indiano e scelte ad una ad una per essere incastonate nella cupola, sono state ripulite e incrostare nel soffitto azzurro. Luminescente cornice alla sala che accoglierà, come ha sottolineato il Direttore Antonio Natali: “statue in marmo e dipinti di artisti minori del Rinascimento”.

Tra le sculture, la splendida Venere dei Medici, ritenuta dal Canova archetipo della bellezza femminile e il Satiro danzante. Novità è anche il riposizionamento sugli originali piedistalli barocchi, in sostituzione di quelli ottocenteschi, utilizzati negli ultimi anni.

Trentadue i dipinti scelti per il nuovo allestimento. Bronzino, Raffaello e il Pontormo hanno lasciato spazio alla Venere della Pernice, una Madonna con il bambino attribuita a Tiziano, sant’Elisabetta e san Giovannino di Fernando Yanez de la Almedina. Presente anche un Ritratto di umanista veneziano. “Tutte opere- prosegue Natali-   scelte da me e da Francesca de Luca tra quelle della nostra riserva ma anche da alcuni musei del Polo. Galleria Palatina, Cenacolo di San Salvi e Cenacolo di Fuligno. Bisognava portare qui- conclude Natali- delle opere importanti che non avessero bisogno della visione ravvicinata”. Questo perché lo scrigno della Galleria, a differenza del recente passato, sarà fruibile solo dall’easterno , attraverso tre affacci. Una delle motivazioni, spiega  la sopraintendente ai beni architettonici Alessandra Marino, è di tipo espositivo: “ la possibilità per il pubblico di godere della stupefacente bellezza dello spazio vuoto”. L’altra motivazione è di tipo conservativo: “Ogni giorno dagli Uffizi passano dalle 6 alle 7 mila persone. Quel pavimento, quei tessuti, questo restauro in generale, non possono sopportare un simile stress. Non avevamo scelte”.
Grazie agli ingressi che consentono di vedere la tribuna da più punti di vista,  è stato possibile togliere la pedana in legno, che impediva la visione dello splendido pavimento a mosaico, anche quello sottoposto al recente restauro.
Nuova anche la tappezzeria in velluto di seta rosso cremisi, realizzata con tecniche artigianali dell’Antico setificio Fiorentino, su modello delle cromie originali, da sempre particolarità della tribuna.
Lo scrigno delle meraviglie, grazie al meticoloso restauro e allo sforzo economico di circa un milione di dollari, da parte della Fondazione Friends of Florence, presieduta da Simonetta Brandolini d’Adda, è tornato ad essere il gioiello prezioso, così come era stato ideato da Francesco I.

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