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Ex villa Lusi. Appello. Un polo culturale nella casa dell’ex tesoriere della Margherita

ROMA _ L’attore e autore teatrale Ascanio Celestini, il critico d’Arte e giornalista Philippe Daverio, i cantautori Giovanna Marini e Simone Cristicchi, il compositore Giorgio Battistelli, sono tra  i primi  sostenitori eccellenti dell’appello del Consorzio Sbcr che chiede la villa di Genzano, indebitamente acquistata dall’ex senatore Lusi con fondi della Margherita, per farne un polo culturale.

Appello, tra l’altro, in linea con lo stesso presidente dell’Api, Francesco Rutelli che ha dichiarato pubblicamente l’intenzione di “recuperare il maltolto e destinarlo a finalità pubbliche e sociali”. Più recentemente lo stesso legale dell’ex tesoriere, Luca Petrucci ha ribadito in un incontro con i vertici del consorzio bibliotecario di Genzano (che riunisce i 17 comuni dei Castelli Romani) la proposta di destinare la Villa all’Sbcr. Ad oggi è noto che non sarà più la ex Margherita a decidere in merito, ma i liquidatori da essa nominati a seguito del suo scioglimento, ferma restando la volontà precedentemente espressa dall’allora presidente Rutelli. ”Lusi ha offerto la retrocessione dei beni alla Margherita che rifiuta – ha puntualizzato l’avvocato di Lusi – I sindaci dei Castelli romani chiedono a Rutelli la villa di Genzano per il polo culturale polivalente. Rutelli non ha nulla quindi sarà Lusi a dare la villa al consorzio quando sarà libera il 7 luglio”.

Non già quindi una notevole eco sui media italiani, ma anche le stesse dichiarazioni del legale dell’ex tesoriere, hanno dato una prima risposta positiva alla mobilitazione creatasi intorno all’appello dei Comuni dei Castelli Romani. Alla vigilia delle decisioni dei liquidatori della Margherita che dovranno anche esprimersi in merito alla designazione  della Villa di Genzano, il nuovo presidente del Consorzio Sbcr, Massimo Prinzi, indice un incontro con i giornalisti nella sede centrale di Genzano, a pochi metri da Villa Holdert. «Il primo importante impegno che affronterò da presidente – afferma Prinzi – è quello di fare in modo che la ex villa Lusi diventi luogo della Cultura dei Castelli Romani, una grande vetrina dei nostri Comuni e delle loro potenzialità, da vivere in nome della conoscenza e della valorizzazione dell’intera area. Dando vita a un laboratorio culturale e sociale, di confronto e scambio, che diventi espressione di tutte le realtà castellane”.
Tra le altre innumerevoli adesioni di esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo, anche gli scrittori Enzo Lavagnini, Paolo Di Paolo, Aldo Onorati, Clara Sereni; i docenti universitari Alessandro Portelli (Sapienza), Umberto Gentiloni (università di Teramo), Fabio Fabbri (Roma 3), Angelo D’Orsi (università di Torino); lo storico Ugo Mancini. Firmatari dell’appello gran parte delle associazioni dei Castelli Romani, assieme a Aib, Associazione Italiana Biblioteche; Lega delle Autonomie locali Lazio; Fuis, Federazione Unitaria Italiana Scrittori; Unione Nazionale Scrittori e Artisti – Uil; Sindacato Nazionale Scrittori – Cgil; Sindacato Libero Scrittori Italiani – Cisl; Culturarte Commission; Umbria Vision Network

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