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Morti sul lavoro. Ognuno faccia la sua parte. LA LETTERA di Marco Bazzoni

ROMA – Nonostante non passi giorno, che 2, 3, 4 o più lavoratori non facciano più ritorno a casa, perchè sono morti sul lavoro, perchè nelle loro aziende non si rispettavano neanche le minime norme di sicurezza sul lavoro, sui mezzi d’informazione, nel mondo politico e sindacale si parla pochissimo di queste stragi sul lavoro.

Qualcuno, qualche anno fa, le definì delle vere e proprie “stragi nell’indifferenza” e mai parole furono più vere.  Oltre 600 lavoratori morti sul lavoro nel primi mesi del 2012, secondo i dati dell’Osservatorio Indipendente di Bologna, diretto da Carlo Soricelli. Questo è un vero e proprio bollettino di guerra.
Ma non solo. Tocca anche leggere sentenze del genere, come la numero 25535 del 28 Giugno 2012, in cui la Corte di Cassazione ha assolto un datore di lavoro che era stato condannato in primo e secondo grado (per la morte di un lavoratore), perchè aveva delegato la sicurezza sul lavoro ad una società esterna. Simili sentenze sbalordiscono. Cosa andrebbe fatto per fermare queste stragi, l’ho detto un infinità di volte, fino allo spasimo, peccato che chi di dovere non ci voglia proprio sentire.
Il mio era un dubbio quando si insediò il Governo Monti a Novembre 2011, adesso è una certezza che a questo governo interessa poco o nulla la salute e sicurezza sul lavoro. E meno male che il Ministro del Lavoro Elsa Fornero, aveva detto che il tema della sicurezza sul lavoro “sarà centrale nel lavoro del governo e nel suo impegno personale”. L’abbiamo visto quanto è centrale.
L’unica cosa centrale per questo Governo è diminuire i diritti dei lavoratori e l’abbiamo visto con il ddl lavoro tanto caro al Ministro Fornero, approvato definivitamente il 27 Giugno 2012 e la riforma sulle pensioni approvata a Dicembre 2011.

Voglio ripetermi per l’ennesima volta, chissà che questa volta sia fortunato e qualcuno mi ascolti.
Tanto per cominciare, sarebbe giunta l’ora di aumentare i controlli per la sicurezza sul lavoro, sbloccando le assunzioni dei tecnici della prevenzione delle Asl e non di ridurli come pensava “qualcuno” in Parlamento, togliendo la competenza alle Asl e centralizzandoli, riportandoli sotto il controllo dello Stato. Anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il 25 Giugno 2012 ha detto che “servono più controlli e sanzioni”. Le sanzioni sono state dimezzate ai datori di lavoro, dirigenti, preposti, grazie al Dlgs 106/09, tanto caro all’Ex Ministro Sacconi.
La norma salva-manager, anche quella doveva essere cancellata dal Dlgs 106/09, invece come si suol dire “è uscita dalla porta, per rientrare dalla finestra”. Si fa un gran parlare, in modo completamente ipocrita, della mancanza di cultura della sicurezza sul lavoro, peccato che si faccia poco o nulla perchè questa aumenti. E’ così difficile capire, che se si vuole aumentare la cultura della sicurezza sul lavoro, bisogna farla entrare nelle scuole?
In Francia la insegnano fin dalle scuole elementari.
Da noi, non c’è stato un solo governo in grado di fare un decreto legge, per metterla come materia obbligatoria d’insegnamento fin dalle scuole elementari, ed ad insegnarla dovrebbe essere, chi tutti i giorni cerca di farla applicare nei luoghi di lavoro, cioè i tecnici della prevenzione dell’Asl.
Ma è così difficile fare un decreto legge per insegnarla nelle scuole caro Presidente Monti?
Purtroppo le Asl, hanno un personale ispettivo, talmente ridotto all’osso (circa 2000 tecnici della prevenzione), che se dovessero controllare tutte le aziende che c’è in Italia, ogni azienda riceverebbe un controllo, ogni 33 anni e considerata la vita media di un’azienda di 15-20 anni, PRATICAMENTE MAI!
Per fermare questa mattanza quotidiana, ognuno deve fare la propria parte.
Solo in questo modo è possibile interrompere questa catena di morti, che non fa solo morti, rovina famiglie, e rende tanti giovani orfani e soli.

Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sul lavoro-Firenze

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