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Tagli governo. Un colpo di grazia alla sanità italiana.Via 80 mila posti letto

ROMA – La “revisione della spesa” è diventata un arido elenco di numeri. Taglia da una parte, taglia dall’altra, di tutto si parla, ma non di cosa significhino concretamente nella vita dei cittadini.

In soldoni  i tagli alla sanità quali ripercussioni avranno sul servizio che viene reso ai cittadini? Gli ospedali funzioneranno meglio o peggio? Sarà possibile, specie nelle grandi città, trovare un posto letto, avere accesso rapido al pronto soccorso, evitare di attendere anche un anno per una radiografia? Il governo non risponde, latita, ha dato i numeri, quasi si dovessero giocare al lotto. Allora vediamo quanto sia duro il nuovo colpo che viene dato  alla sanità pubblica.  Con i provvedimenti annunciati si sottraggono 4 miliardi di euro al Fondo sanitario nazionale, in aggiunta agli oltre 12 miliardi di euro già tagliati dal governo Berlusconi. La somma, anzi la sottrazione, delle risorse “negate” alla sanità arriva a 16 miliardi di euro nel triennio 2012-2014. Anche la riduzione dei posti letto prevista dalla revisione della spesa targata Monti si somma a quella operata da chi lo ha preceduto.

Spi Cgil.Non più garantiti i servizi essenziali
 Si arriverà così alla cancellazione di 80mila posti letto e alla chiusura di centinaia di piccoli presidi sanitari sul territorio. Il calcolo lo ha fatto lo Spi Cgil, il sindacato dei pensionati, valutando il decreto legge varato dal Consiglio dei ministri.

“Il Servizio sanitario nazionale è stato destrutturato e così non sarà più in grado di garantire i servizi e i livelli essenziali di assistenza- commenta Carla Cantone (segretario generale Spi)- “arriverà un colpo di grazia alla sanità italiana che si rifletterà direttamente sulla condizione di milioni di anziani e pensionati”. “Da anni – prosegue Cantone – si sta operando solo con tagli e con chiusure di ospedali senza che nessuno ci dica qual è il piano B e come si pensa di sopperire alla crescente domanda di cure da parte dei cittadini e in particolare degli anziani, che ne hanno più bisogno. In tanti si sono scandalizzati per le immagini di tutti quegli uomini e quelle donne sulle barelle messe nei corridoi degli ospedali ma è bene che si sappia che è quello il modello che si è scelto di seguire e che lo si è scelto con coscienza per non andare a colpire i veri sprechi, i privilegi e le consulenze”.

Per i cittadini la spesa aumenterà ancora



E intanto il sistema è sempre più costoso e sempre meno efficiente. “Nel 2014 – prosegue la nota dello Spi – la spesa per i cittadini aumenterà ancora e arriverà a toccare quota 4 miliardi di euro. Di questi, ben 2 miliardi di euro arriveranno dalle tasche di anziani e pensionati che rappresentano circa il 50% degli utenti del servizio sanitario nazionale. Un salasso al quale non corrisponderà un miglioramento della qualità e della quantità dei servizi”.

L’aumento della spesa – sottolinea  lo Spi – è determinato soprattutto dall’introduzione di nuovi ticket e super ticket, previsti dalle ultime manovre del governo Berlusconi e che rappresentano una vera e propria ‘tassa sulla salute’. Si tratta, nello specifico, dei ticket del valore di 10 euro previsti per prestazioni di diagnostica e di specialistica e di quello da 25 euro per il pronto soccorso, che si sommano a quelli regionali già esistenti facendo lievitare ulteriormente la spesa sanitaria per i cittadini.



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