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Europa, crisi, elezioni: l’Italia rischia di affondare

Tre mondi che non si incrociano, anzi divergono ogni giorno che passa. Uno di questo “mondi “ è l’Europa. Mario Monti viaggerà in lungo e in largo,incontrerà capi di governo, ministri, tecnocrati dei vari organismi. Interviste,dichiarazioni, nel segno dell’ottimismo, perlomeno del cauto ottimismo.

Pensate Monti e Merkel che sulla scia di Draghi affermano all’unisono che “faremo di tutto per salvare l’euro”. Già ma come, quando? Draghi lo dice e lo ripete, la speculazione per un momento sta a guardare, le borse respirano, lo spread  si riposa. Ma arriva la  Bundesbank, temibile, forte, rocciosa che ferma il presidente della Banca centrale europea nel suo impoegn o per far partire il salva stati. Addirittura si dice che Anghela Merkel  dissenta dalle posizioni assunte dalla sua Banca. Ma è tutto un gioco delle parti. C’è un altro mondo che sta a guardare: è quello di chi la crisi la paga sulla propria pelle. In Grecia, in Irlanda, in Portogallo, in Spagna, in Italia, paesi dove , in maniera diversa certo, lavoratori e pensionati non vedono la luce in fondo al tunnel, come si dice. Anzi, il tunnel è sempre più buio, l’occupazione cala, i salari anche, le pensioni pure, l’Imu, da noi, ha effetti  più pesanti di quanto si poteva supporre. Come  per le pensioni.  La legge Fornero non aveva previsto centinaia di migliaia di esodati.  Il ministro se ne era dimenticato. Per la tassa   sulla casa sta avvenendo la stessa cosa. I conti andrebbero fatti di nuovo. Così sta avvenendo per la spending review. Si dovevano tagliare gli sprechi. Invece si tagliano i servizi e le persone. I precari in primo luogo, quelli per i quali sempre il ministro Elsa Fornero ha spiegato che la eriforma del lavoro aveva come primo obiettivo il lavoro per i giovani. Forse pensava al lavoro casalingo, perché tutti gli indicatori economici dicono che non saranno creati posti di lavoro perlomeno fino alla fine del 2013, se va bene. Il terzo mondo. Lasciamolo in pace per un momento.

Siamo in presenza di una nuova Divina Commedia

Ci viene a mente che siamo in presenza di una specie di nuova Divina Commedia, quella  piace a Benigni che ci regala stupendi omenti di  grande poesia. L’Inferno, il Purgatorio, il  Paradiso,  che Dante ci descrive  li ritroviamo nei mondi che abbiamo descritto. Ma il Paradiso? C’è c’è, basta  guardare il mondo della politica. Una visione non gradevole, Forse Bersani si mette le mani nei capelli, si fa per dire, per troppo senso di responsabilità, tipico della sinistra, fin dai tempi di Togliatti, ha perso l’occasione per dare una sterzata a questo paese Una sterzata che poteva venire dal voto, da un progetto di società, un programma per tenere insieme progressisti e moderati. Ora siamo in piena fibrillazione. Ma il Paradiso? Ovvio che non c’è, ma c’è chi lo promette. Sono in tre, collocati in posizioni diverse. Si chiamano Berlusconi, che si proclama salvatore, non della patria perché sarebbe troppo anche per lui, ma del Pdl o come si chiamerà quello che  ha in mente , Di Pietro e Grillo. Questi ultimi due, con un linguaggio sempre più pesante, anche violento nei toni, promettono, la resurrezione, il paradiso appunto.  Ora a noi sembra necessario che i tre mondi abbiano momenti di incontro. Vuol dire che il  “ mondo” Europa dovrebbe incrociare quello della crisi, stabilire un contatto. Concretamente: se salvo le banche, le banche devono operare per salvare  le economie dei singoli paesi. Insomma significa che la finanza deve cedere il posto all’economia e l’economia deve cedere il posto alla politica. I tre mondi devono ritrovare un equilibrio.

Nuova legge elettorale per restituire dignità alla politica

L’Italia è a un bivio. La legge elettorale e poi le elezioni sono lo strumento per restituire alla politica ruolo, dignità al Parlamento che ne è il cuore e l’espressione credibilità Insomma occorre eleggere una Camera  un Senato dove non ci sianoi piu gli scilipoti di turno. La legge elettorale diventa la cartina di tornasole . Non è un caso che il Pdl, prima con lo scambio semi presidenzialismo. Federalismo, tutto un bluff ovviamente, ora con la proposta di legge concordata con la Lega, guardi al passato. E’ l’unico modo per Berlusconi per tentare di sopravvivere a se stesso. Prima mascherato, ora in modo aperto il disegno è quello di ristabilire un rapporto stretto con la Lega. Lo dice a chiare lettere La Russa. Il partito di Maroni, con Bossi che si prepara far vacanze ospite del cavaliere in Sardegna.: la Lega  deve avere un suo ruolo nella riforme elettorale. Il Pdl,insomma  in due maggioranze. Una con Pd e Udc, a sostegno,mica tanto, del governo, un’altra con la Lega che è contro il governo. Nel frattempo nascono i “montiani,  con Luca di Montezemolo che gioca a nascondino,montiani anche nel Pd i quali hanno votato la relazione di Bersani approvata con voto bulgaro dall’assemblea nazionale. Se ne sono dimenticati, un bell’esempio di coerenza politica. Poi ci sono anche i liberisti, ultrà più o meno guidati da quel genio dell’economia che si chiama Giannino, già portaborse di La Malfa junior. Se la legge elettorale è una cartina di tornasole per l’esistenza stessa del governo Monti lo  sono ancora di più il progetto, il programma, l’avvio della costruzione, dal basso, di una alleanza che , torniamo all’inizio, saldi i tre mondi.  Bersani ha promesso che in questa settimana il Pd presenterà le sue proposte per dar vita alla “ carta di intenti”, il manifesto elettorale.. E’ l’unico modo per uscire dal pantono. Sperando che non sia troppo tardi.

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