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La Rai è sempre in vacanza

ROMA – La Rai va in vacanza. O meglio prosegue la sua lunga vacanza. Non solo,  ce ne da anche sostanziosi annunci presentando i  futuri programmi. Mentre altre emittenti puntano sull’informazione, su programmi di approfondimento, cercando anche di mandare in onda spettacoli  “leggeri”,  il varietà, come si diceva una volta, un minimo decenti, la Rai reclamizza futuri giochi , quiz ,pacchi da aprire, domande idiote.

Tiene il campo  il principe, un tal Emanuele Filiberto della famiglia dei Savoia, diventato grande star del piccolo schermo. Una volta di occupava di compra vendite, anche di acque minerali.. Se si pensa che già, di fatto, siamo in campagna elettorale  e che ci troveremo di fronte a lunghi mesi in cui i media potrebbero svolgere un ruolo essenziale per avvicinare i cittadini alla politica, il servizio pubblico in particolare, c’è da farsi venire i brividi. O, meglio, anche da ridiscutere il pagamento del canone. Già, si potrebbe dire,  i media non hanno il compito di far lezione ai cittadini. E’ vero ma dal momento in cui per i media passano le critiche più feroci al sistema dei partiti, che dal canto loro ce la mettono tutta per farsi criticare, sarebbe logico che, insieme al male  cercassero di indicare anche. Forse è chiedere troppo ad una azienda devastata dal berlusconismo. Non ci riferiamo solo a Berlusconi e ai governi che ha presieduto. Ci riferiamo ad una cultura, in senso negativo, che ha impregnato e infettato il Paese. Dove  per esempio la comicità è la battuta volgare, la bellezza  è solo il corpo della donna, più lo svesti e meglio è. Devi presentare un evento sportivo: cosce al vento e via. Devi discutere di cinema? Tette fuori e vai col tango.   Allora non chiediamo troppo, ma la decenza sì.  Abbiamo di fronte un grande evento sportivo, le Olimpiadi.

 

C’è da vergognarsi di fronte al mondo. Inserire la pubblicità nel bel mezzo di un avvenimento di grande interesse  è sembrato l’imperativo categorico della Rai. Cronache spezzettate, eventi racchiusi in una programmazione  minimale quando una concorrente come Sky faceva girare immagini a tutto spiano. Per non parlare dei commenti indecenti e questo non riguarda,purtroppo, solo i telecronisti del servizio pubblico. I loro commenti, fortunatamente, non hanno sciupato le immagini di grandi eventi, di grandi imprese da parte di tanti atleti. Ne citiamo uno per tutti: i brasiliani della pallavolo stavano stracciando gli azzurri che erano reduci da un match, vinto, contro gli americani  nel quale forse avevano tirato fuori tutto quello che avevano. Il cronista se ne esce con questa battuta: “ Quando i brasiliani sentono l’odore del sangue”. Oppure  sentiamo un commentatore che invece di dirci come stavano andando le cose nella maratona di nuoto ci descrive i cigni che se ne vanno tranquillante sulle acque del bacino dove si svolge la gara. E poi i cronisti del servizio pubblico si sono passati la voce. Bisogna guarda negli occhi gli atleti.  Perché cos’ si vede se hanno il giusto grado di cattiveria, perché con la cattiveria si vince. Accade così che uno di questi cronisti dice: “ Sì, negli occhi si legge la cattiveria”. L’atleta di cui parlava si trovava in piedi su un a piattaforma all’altezza di molto metri per effettuare il tuffo.Peggio un’altra che si esibiva in dotti commenti. “ Si legge negli occhi la cattiveria giusta”. Ma la nuotatrice aveva gli occhialini. In fondo ci chiediamo, che volete da una rai che è sempre in vacanza? Stiamo vivendo momento di grande importanza per il futuro dell’Italia, dell’Europa, il governo, elezioni sì,elezioni no. Forse era il caso di mantenere programmi di approfondimento. No tutti a casa, si va in vacanza. Ora anche quel poco che si poteva vedere nel Tg della notte di Rai tre faraà una sosta. Nel mondo dei media sono cose che possono accadere solo alla Rai. Sarebbe come se i quotidiani, i periodici, sospendessero le pubblicazioni o le riducessero. I telegiornali , l’uno e il due, sono inguardabili, il giornale radio, diretto da Preziosi, lasciamo stare. Può dfarsi che siano in vacanza anche la neo eletta presidente dell’azienda e il neo eletto direttore generale. Dei consiglieri si è persa traccia. C’è solo da sperare che ogni tanto guardino  e ascoltino tv e radio. Certo la speranza è l’ultima a morire, ma diciamo la verità, l’agonia è quasi alla fine.

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