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Ilva Taranto: sospetti di corruzione. Il 17 in piazza pro-magistratura

TARANTO – Domani a Taranto manifesta il libero pensiero. Così almeno lo hanno definito molti cittadini che vogliono esprimere la loro solidarietà e vicinanza all’operato del gip Patrizia Todisco che ha sequestrato i reparti a caldo dell’Ilva.

All’iniziativa ha  aderito anche il comitato delle donne della cittadina pugliese.
“Sull’inquinamento prodotto dall’Ilva di Taranto la politica è stata  assente  ed è quindi intervenuta la magistratura”, si legge in una nota.
“Ora paradossalmente si assiste ad un improvviso e quanto mai ‘stranò risveglio della politica che l’unica cosa che sta tentando di fare è frenare le azioni della magistratura che finalmente ha messo nero su bianco ciò che da anni, sbattendo contro muri di gomma, stavamo denunciando: a Taranto si sta perpetuando uno dei crimini più gravi dell’Umanità”.
Il comitato delle donne ha voluto così comunicare che parteciperà alla manifestazione del 17 agosto, giorno in cui arriveranno a Taranto  i ministri Clini e Passera.

Nel frattempo sulla vicenda si è pronunciata durante un programma televisivo il ministro dell’interno Anna Maria Cancellieri: “La chiusura dell’Ilva  è un lusso che non possiamo permetterci. Se l’azienda dovesse chiudere gli impianti avremmo dei problemi drammatici per tutta l’economia del paese”.
“Ho fiducia – continua il ministro –  nell’impegno dei ministri Passera e Clini, della magistratura, e di quanti hanno a cuore l’Ilva – ha aggiunto – affinchè si possano garantire sicurezza e salute ai cittadini e il lavoro ai dipendenti”. Il ministro ha poi sottolineato che in questi giorni sulla vicenda di Taranto si sono sfiorati  momenti delicatissimi  ed ha
concluso: “Non sappiamo come evolverà ma mi auguro che la situazione possa consentire l’attività dell’impresa”.

Dalle intercettazioni mazzette e corruzione

Presunti tentativi dell’Ilva per ammorbidire alcuni componenti della commissione ministeriale Ipcc Aia, sospetti di tecnici compiacenti e mosse spregiudicate: c’è questo nelle intercettazioni che la procura di Taranto ha raccolto (e depositato da tempo al tribunale del Riesame) nell’inchiesta, tuttora in corso, relativa a presunti episodi di corruzione in atti giudiziari.

In un’informativa della Gdf – riportano alcuni quotidiani – si parte dal noto incontro tra il consulente del pm, Lorenzo Liberti, e il dirigente dell’Ilva Girolamo Archinà, licenziato
in tronco dal presidente Bruno Ferrante pochi giorni fa, relativo alla consegna di una presunta mazzetta da 10.000 euro per favorire il siderurgico. Dice Archinà al telefono con un
dipendente Ilva: «Per domani mi prepari dieci?» (…), «però grossi» (…) , «se sono da 500 è meglio». Archinà e Liberti (che respinge ogni accusa) si incontreranno poi in una stazione di servizio della A14 e si scambieranno una busta. Ma c’è dell’altro. Il 15 luglio 2010 Archinà e Fabio Riva incontrano il governatore Vendola per discutere del Siderurgico. Al termine dell’incontro Fabio Riva parla con il figlio Emilio (omonimo del nonno). «Emilio – annotano i finanzieri – suggerisce di fare un comunicato fuorviante. »Si dice… si vende fumo, non so come dire! Si, l’Ilva collabora con la Regione, tutto bene.

Per quanto riguarda i rapporti avuti da manager dell’Ilva con alcuni componenti della commissione ministeriale Ipcc Aia, i finanziari scrivono che si tratta di »contatti non proprio
istituzionali per ammorbidire alcuni componenti della commissione.

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