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L’Europa cannibalizza la Grecia. Da noi si gioca al totovoto

ROMA – E’umiliante che il capo di  governo di un paese  come la Grecia si presenti con il cappello in mano a mendicare “ qualche tempo in più per realizzare le riforme, un po’ più di respiro- dice Samaras- per far respirare l’economia e aumentare gli introiti statali.

Più tempo non significa automaticamente più soldi”. Anzi, annuncia incontrando Jaean Claude Juncker,presidente dell’Eurogruppo  presenta un nuovo piano di rientro dal debito con altri tagli per un totale di oltre 13 miliardi. Non basta, Juncker non dice né si né no. Rimanda  ad ottobre dopo  che la “troika”, i tecnocrati di Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale,Unione europea che nessuno ha eletto, si sarà pronunciata. Anghela Merkel che incontra Samaras venerdì a Berlino , la cui posizione nei confronti della Grecia si sarebbe ammorbidita, conferma  che solo ad ottobre  verranno prese decisioni. Il premier greco , in una intervista ad un autorevole giornale come  Suddeutsche  Zeitung, aveva assicurato che “ i tedeschi riavranno i loro soldi. Lo garantisco personalmente” Ma,facendo buon viso a cattiva sorte fa sapere che  “ ad ottobre ci arriviamo, ma se i soldi non arriveranno per la Grecia sarà la fine”.  E’ questa l’Europa che in questo anno “ ha avuto un sussulto e volontà di costruire il futuro insieme”?  E’ di questa Europa che parlava Mario Monti al meeting di Comunione e Liberazione, facendo la gioia dei ciellini? O  di un ‘altra che forse aveva nella propria testa?

Una lenta agonia per il popolo greco imposta “dalla troika”
Perché questa  Europa ha già provocato danni forse irreparabili, ha gettato nella disperazione milioni di persone , la Grecia ha il primato della disoccupazione e annuncia nuovi tagli , nuovi posti di lavoro che se ne vanno mentre il costo della vita è ormai pari a quello di paesi come il nostro ma i salari, già bassi da noi, sono la metà. Questa  e l’Europa dell’arroganza, dei forti che sono forti, la Germania in primo luogo perché succhiano il sangue dei deboli. Questa è l’Europa in cui la politica liberista di questi anni ha lasciato campo< libero alla speculazione. Non è un caso che  grandi Fondi americani abbiano acquistato in quantità i nostri titoli, a rischio certo, ma con un rendimento altissimo che si andava ad aggiungere al debito in continua ascesa. E non è un caso che in questi giorni le borse giochino a nascondino, un giorno verso l’alto, il giorno dopo verso il basso,si abbassa poi si rialza. E il gioco di chi, i grandi investitori, vede come il fumo negli occhi un cambio di rotta dell’Europa. Significherebbe affrontare i problemi dell’economia  reale, del rapporto fra politica ed economia,  della crescita, dell’occupazione, del lavoro,invece di rispondere solo al mercato, alla politica finanziaria, come oggi avviene con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. E’ in questa luce che si spiegano gli improvvisi elogi delle agenzie  di rating nei confronti di Mario Monti, dell’Europa che sceglie rigore e austerità. Non danno niente per niente. Elogi ma anche un monito  per Monti. Va bene così, prosegua nelle riforme come le intendono lor signori, quella delle pensioni, quella del lavoro.

Le agenzie di rating , ora pro Monti ,a gamba tesa nella campagna elettorale
Non solo le agenzie di rating , benché sotto accusa, indagate per qualche lavoretto su numeri falsificati, si permettono di entrare a gamba tesa nella campagna elettorale e fanno presente che gli investitori  sono preoccupati su chi guiderà l’Italia l’anno prossimo”. Certo, fonti del governo respingono con cortese fermezza, come si dice in occasioni del genere. Ma il dado è tratto.  Chissà come sono preoccupati questi  specialisti delle speculazioni  mascherate da investimenti alla possibilità che si vada al voto a novembre. Nel panorama  dei tanti “retroscena” che animano la torrida estate torna anche questa possibilità. Come al gioco dell’oca  si riparte da capo. E’ la sesta o settima volta che si fa circolare questa notizia. La riforma elettorale sarebbe pronta e quindi le urne si potrebbero aprire. Intanto Ministri e viceministra continuano a frequentare i l meeting di Cl e illustrano ad una docile platea progetti, studi, solo annunci, libri dei sogni. Anche un prossimo consiglio dei ministri aprirà una fase di studio su possibili interventi per la crescita. Ogni ministro presenterà il suo compitino. Poi si vedrà . Se l’appuntamento e a novembre o se si dovrà tirare fino ad aprile , nel nome della crescita che non c’è, dei sogni che  vanno bene per Comunione e Liberazione, non per far uscire l’Italia dalla recessione. Nel frattempo la benzina  ha toccato i due euro. Non è un cattivo sogno,    è realtà.

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