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Scandinavia, la democrazia dimostra la sua forza

Democrazia più forte dopo la condanna dell’estremista di destra che con l’attentato di un anno fa causava la morte di decine di ragazzi nell’isola di Utoya

ROMA – Il procedimento giudiziario che ha fatto seguito al grave attentato dell’estate scorsa in Norvegia ha compiuto il suo iter, senza che si verificassero manifestazioni violente nè pressioni sulle autorità. La democrazia ha dimostrato la sua forza in Norvegia, portando alla condanna di un estremista di destra che in nome di ideologie anacronistiche di intolleranza ha causato la morte di decine di ragazzi che si riunivano pacificamente sull’isola di Utoya per discutere di politica come era tradizione da molti anni. Il populismo di destra è un pericolo per l’Europa, tendenze politiche conservatrici particolarmente virulenta sono evidenti oggi nell’Europa continentale, orientale e mediterranea, mentre nonostante episodi isolati le posizioni xenophobe non stanno attecchendo nel Nord dell’Europa e negli stati vicini.

E’ necessario comunque che l’Europa stia in guardia verso il ripresentarsi di fenomeni politici di estrema destra, preuccupanti in periodi di crisi economica e conseguente tensione internazionale. E’ importante in questi frangenti difendere i princìpi di pluralismo che si è soliti considerare acquisiti, per questo i giovani socialdemocratici svedesi l’anno scorso dopo l’attentato hanno organizzato un congresso politico come era previsto, perchè la Svezia è un paese molto vicino per cultura alla Norvegia e perchè la decisione di far svolgere i dibattiti in Scandinavia nonostante i timori per la sicurezza è stata fin da allora, poco dopo l’accaduto, una riaffermazione significativa dei valori di democrazia e di progresso sociale che hanno reso gli stati nordeuropei un punto di riferimento per il mondo.

Il crimine commesso dall’imputato del processo ha fallito nel suo intento di radicalizzare il dibattito, perchè le forze politiche norvegesi hanno continuato il dibattito a favore dell’integrazione di tutte le componenti della società e tutti i partiti sono rimasti pienamente legittimati a svolgere il proprio ruolo di rappresentanza, dal momento che lo stato non ha voluto dare un peso eccessivo ad idee razziste del tutto minoritarie nella società ed a un crimine isolato che mirava a dare visibilità a queste idee squilibrate. Anche i parenti delle vittime sono rimasti saldi nel non cedere alla diffusione di odio. Poco più di un anno fa i giovani norvegesi si erano incontrati nuovamente sull’isola sulla quale l’attentato era avvenuto, un luogo che era sempre stata il simbolo del pluralismo e della democrazia norvegesi. Il primo ministro Jens Stoltenberg esprimeva la propria adesione assieme a tutte le forze politiche al proseguimento dei valori di libertà e solidarietà che caratterizzano da tanti decenni il paese, princìpi di democrazia ai quali si erano stretti subito anche i vicini stati di Svezia, Danimarca, Finlandia e che non sono stati danneggiati da un attentato nato da posizioni ultraconservatrici nettamente minoritarie.

La maggioranza di Centrosinistra in Norvegia non ha mai approfittato dell’accaduto per delegittimare le opposizioni ed il Centrodestra nelle sue varie espressioni non si è mai avvicinato alle posizioni estremiste dell’autore del massacro, anche i partiti storicamente più legati alle critiche verso l’immigrazione hanno anzi accelerato un percorso di apertura e riflessione maggiore sui temi del multiculturalismo. Le manifestazioni dei norvegesi sono state tutte in favore del rafforzamento del pluralismo istituzionale e sociale, senza che venissero intaccate le norme della garanzia di un processo equilibrato dell’imputato, nonostante le dimensioni terribili delle conseguenze dei reati commessi. La Norvegia ha dato una grande prova di civiltà nel procedimento legale, una civiltà contrapposta alla barbarie del razzismo e dell’intolleranza che purtroppo esistono tuttora in Europa, accentuate spesso dai populismi che si diffondono assieme alla crisi economica mondiale.

Ma in Norvegia lo stato ha dato una chiara prova di nervi saldi di fronte al dramma. Anche i paesi più direttamente colpiti dall’attentato, Svezia, Danimarca, Finlandia, Islanda hanno reagito subito con grande capacità di affermare le regole democratiche, in aprile ad Oslo si è svolta una grande manifestazione a favore della legalità ed in solidarietà con le vittime dell’estremismo di destra. Perciò qui si è scelto di non concentrare l’informazione sulle terribili cifre della tragedia di un anno fa e di non concentrare l’informazione nemmeno sulle idee criminali degli estremismi destrorsi ma di sottolineare che nel Nord Europa ed in tutto il continente europeo la stragrande maggioranza della popolazione intende continuare a promuovere la libertà, la partecipazione e l’integrazione che hanno reso l’occidente più forte ed aperto a partire da questi ultimi sessantasei anni, fin dalla sconfitta dei totalitarismi fascisti che intendevano rinchiudere in una gabbia la nostra Europa.

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