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Caccia. Plauso delle associazioni al ministro Catania

Legambiente, Lega Italiana Protezione Uccelli e WWF Italia condividono appieno le preoccupazioni del Ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania, che lo hanno indotto a chiedere il posticipo della stagione venatoria e invitiamo il Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, a coordinarsi per assumere le dovute iniziative

ROMA – Come ben evidenziato dal Ministro Catania la straordinarietà della condizioni climatiche, la siccità e gli incendi che sono divampati lungo tutto il territorio hanno prodotto un grave impatto sugli ambienti agricoli e forestali.
Circostanze che hanno determinato effetti drammatici per la fauna selvatica, sia a causa delle fiamme sia per la scarsità d’acqua e di risorse naturali necessarie per l’alimentazione degli animali, mangiate dal fuoco.

La straordinarietà degli eventi e le criticità che ne derivano chiama l’esigenza di un atto altrettanto straordinario: un provvedimento d’urgenza finalizzato al posticipo della stagione venatoria. Sarebbe una vera e propria sciagura, nelle condizioni date, aprire la caccia. Un impatto disastroso per la stabilità di popolazioni animali, in alcuni casi già estremamente vulnerabili.  

Nonostante il parere non favorevole dell’ISPRA, l’Ente competente in materia, le Regioni hanno varato i calendari venatori prevedendo addirittura la cosiddetta pre-apertura, ossia il via libera anticipato alle doppiette: una prassi che colpisce un  periodo delicato per molti animali ancora attenti alla cura dei giovani nati o in attesa della migrazione.

Da sempre le associazioni stigmatizzano tale prassi come irrispettosa della fauna e del dettato normativo europeo. Non cogliere però la necessità di tutela in una situazione così estrema verrebbe a configurarsi come una vera e propria barbarie. Facciamo appello dunque alle prerogative del Governo nazionale e dei Governi regionali al fine che con provvedimenti d’urgenza dispongano il posticipo della stagione venatoria, sino a quando le condizioni ambientali non consentano alla fauna selvatica di superare lo stress subito.

Per contro l’inerzia potrebbe comportare non solo un danno all’ambiente, ma anche erariale, dal momento che la fauna è “patrimonio indisponibile dello Stato”.

Si tratta di un atto di responsabilità di fronte alla Comunità internazionale per la quale siamo garanti di un patrimonio unico che sorvola e sosta nel nostro Paese, naturale ponte tra il nord Africa e il nord Europa.
Le associazioni sono liete di registrare la disponibilità dei cacciatori a proporsi come deterrente agli incendiari, come vedette sul territorio e certamente liberi dalla doppietta e con un leggero binocolo potranno meglio svolgere tale funzione.

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