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Europa senza lavoro. Entro il 2017 la disoccupazione salirà al 12,9%

ROMA – Restano cupe le prospettive sul fronte della disoccupazione giovanile nel mondo. Secondo le ultime analisi dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), il tasso globale di disoccupazione giovanile è destinato a peggiorare e raggiungerà il 12,9% entro il 2017, ovvero 0,2 punti percentuali al di sopra rispetto alle previsioni per il 2012.

In causa, l’impatto della crisi dell’euro che si estenderà dalle economie avanzate alle economie emergenti, dell’Asia dell’est e dell’America Latina a causa di una flessione delle esportazioni verso le economie avanzate, ha affermato l’Ilo oggi a Ginevra.
Paradossalmente, l’Ilo prevede un calo del tasso di disoccupazione giovanile per le «economie sviluppate», ma la «buona notizia» è presto ridimensionata: il calo non sarà infatti sufficiente a ridurre il tasso mondiale, inoltre sarà in buona parte dovuto al grande numero di giovani che scoraggiati non cercano più lavoro ed escono dalle statistiche.
Secondo le nuove previsioni il tasso di disoccupazione giovanile nei paesi avanzati scenderà gradualmente, dal 17,5% di quest’anno al 15,6% nel 2017, ma «quest’ultimo dato è ancora molto elevato rispetto al tasso pre-crisi del 12,5% registrato nel 2007», scrive l’Ilo. Questa riduzione è inoltre in larga parte dovuta non tanto ad un miglioramento della situazione del mercato del lavoro, «quanto piuttosto al fatto
che numerosi giovani hanno smesso di cercare un’occupazione», spiega una nota.

In Nord Africa e Medio Oriente, il tasso di disoccupazione giovanile dovrebbe rimanere sopra il 25% nei prossimi anni e potrebbe anche aumentare in alcune aree di queste regioni. Nell’Asia dell’Est dovrebbe aumentare dal 9,5% di quest’anno al 10,4% del 2017. In America Latina e Caraibi (14,6% nel 2012)  non dovrebbe cambiare in modo significativo, così come per l’Africa sub-Sahariana (12%). Un lieve aumento è previsto per Asia del Sud-Est e Pacifico.L’Ilo sottolinea che in particolare tra i paesi sviluppati i tassi di disoccupazione giovanile variano molto da un Paese all’altro: dall’oltre 50% in Spagna e Grecia al 10% in Germania e Svizzera. In Italia, secondo gli ultimi dati Istat, il tasso di disoccupazione per i 15-24 anni è del 33,9%.
Per gli esperti dell’organizzazione i sistemi di garanzia dell’occupazione e la priorità alla formazione potrebbero rivelarsi utili ad affrontare la crisi dei giovani senza lavoro e per un costo limitato, pari a meno dello 0,5% del Pil nei Paesi europei. «In periodi di restrizioni dei bilanci pubblici, questo potrebbe essere percepito come un ulteriore carico, ma sarebbe
comunque inferiore ai costi derivanti da una disoccupazione di lunga durata dei giovani», conclude l’Ilo.

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