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Alcoa. La Fornero sta con gli operai ma non garantisce il lavoro

Coro di critiche al ministro. Glencore e  Klesh forse interessati all’acquisizione dell’Alcoa

 

CAGLIARI – Hanno sospeso lo sciopero della fame i tre operai che da lunedì scorso sono saliti su un silos dello stabilimento del Sulcis. Ma non hanno nessuna intenzione di scendere quei 70 metri per mettere a finire ad una protesta troppo importante per il loro futuro. Neppure l’operaio cardiopatico che si era sentito male vuole mollare, contro il consiglio del medico che l’ha visitato.
I tre hanno accettato alimenti e bevande dai colleghi. “Continueremo tutti e tre la protesta”, hanno fatto sapere, proprio come recita lo striscione che campeggia nel grande silos: “Disposti a tutto”.

Intanto, lasciano l’amaro in bocca le parole pronunciate dal ministro Elsa Fornero, la quale, prima dice di stare dalla parte degli operai dell’Alcoa, ma poi precisa che non potrà garantire i posti di lavoro.
Parole che hanno suscitato un coro di polemiche.
” Ma l’esecutivo dei tecnici non è stato chiamato per dare soluzioni volte a far uscire il Paese dalla crisi? È una vergogna che proprio il ministro del welfare, dopo aver varato una pessima riforma, dica che è difficile creare occupazione in piena recessione”, ha tuonato Felice Belisario, capogruppo dell’Italia dei Valori a palazzo Madama, che prosegue: «Fino ad oggi, il governo non ha fatto altro che alzare le tasse ed anche le mani come segno di impotenza! È evidente che il governo Monti non è in grado di risolvere nè la vertenza dell’Alcoa, visto che non ha neanche aperto un tavolo di confronto, nè tantomeno i problemi generali del mondo del lavoro. Il nodo centrale è che si deve adottare una diversa politica industriale, fondamentale nei settori strategici, e per questo- conclude Belisario- serve un nuovo governo, perchè questo ha chiaramente fallito».

Stessa posizione per Oliviero Diliberto, segretario nazionale del Pdci: “La vicenda dell’Alcoa, che dimostra ancora una volta la tenacia degli operai, deve trovare una rapida soluzione. Si tratta di un settore strategico per la Sardegna e per tutto il Paese. Il governo deve dare risposte che garantiscano i livelli occupazionali. La politica industriale sembra essere l’ultimo pensiero di questo esecutivo e non è ammissibile. Lunedì a Roma sarò e saremo al fianco degli operai in mobilitazione”.
Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, punta il dito contro il ministro: “La Fornero si vergogni, visto che il suo posto di lavoro come quello dei suoi famigliari è super garantito”.

Nel frattempo al vaglio del ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ci sarebbero due offerte. La prima di Glencore e la seconda di Klesh. Per quanto riguarda quest’ultima società, ha precisato al termine di un’audizione alla Commissione Finanze della Camera, «è arrivata una manifestazione di interesse tutta da verificare. Speriamo diventi effettiva».

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