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Danimarca. L’ecologia aiuta l’economia

Copenaghen è diventata uno dei modelli di ecosostenibilità e la Danimarca si impegna nella UE e nel pianeta per sostenere soluzioni ambientalmente efficaci

ROMA – La crisi è stata una prova in più della necessità di una transizione dell’economia verso in modello ambientale, mentre la crescita di paesi emergenti mette ulteriormente sotto stress l’equilibrio ecologico, se non è accompagnata da modifiche sostanziali nelle caratteristiche della produzione industriale. Diverse esperienze in Europa hanno dimostrato che l’ecosostenibilità crea anche occupazione. La preparazione della conferenza mondiale sul clima in America Latina ha riportato in cima all’agenda il problema ambientale.

Danimarca ed Unione Europea stanno impiegando grandi sforzi nel raggiungimento di una consapevolezza adeguata a raggiungere obiettivi concreti, le difficoltà economiche rendono scettici molti paesi. La società civile ed in particolare municipi e settore privato hanno fatto molti passi in avanti nelle soluzioni pratiche. Copenaghen, la capitale della Danimarca, sta procedendo velocemente nel suo obiettivo, diventare la prima capitale libera dall’anidride carbonica nel 2025. Già nel corso del 2011 Copenaghen ha ridotto del ventuno per cento (rispetto al 2005) le sue emissioni.

Nel piano della città il settore pubblico e quello privato cooperano nell’assicurare l’installazione di impianti capaci di sfruttare l’energia del vento e del sole, mentre si sta passando dall’energia del combustibile fossile a quella della biomassa. Attualmente la Danimarca sta incrementando anche la disponibilità delle piste ciclabili e l’efficienza del trasporto pubblico, inoltre vanno avanti le sperimentazioni per rendere gli edifici più ecologici nel senso della efficienza energetica.

Il piano avviato nella primavera di quest’anno sta garantendo agli abitanti di Copenaghen una migliore qualità della vita per quanto riguarda il minore inquinamento e l’occupazione. I progetti includono una previsione di risparmio, dovuto alle scelte verdi, che ripagherà ampiamente gli investimenti attraverso l’efficienza di scuole, centri culturali, uffici. Copenaghen ha acquisito queste esperienze basandosi su buone pratiche messe in atto precedentemente a Londra ed Amburgo e perfezionandole. Tecnologia, organizzazione e conoscenza hanno pesato di più delle ciminiere, delle condutture o del software.

Nello stesso modo, le soluzioni studiate a Copenaghen potranno essere preziose altrove, in un periodo in cui la riduzione delle emissioni inquinanti e la ridefinizione dell’economia sono priorità. Sono proprio le grandi città che producono i quattro quinti delle emissioni che le conferenze intergovernative mirano a contrastare. Un aspetto poco approfondito è la sostenibilità economica delle riduzioni di CO2, oltre alla sostenibilità ambientale che tale riduzione deve proporsi di raggiungere, difatti occorre trovare le soluzioni che non deprimano inutilmente la crescita economica per rendere l’ecosostenibilità realistica.

Il governo danese perciò ha promosso iniziative globali come il Global Green Growth Forum (3GF) assieme a paesi come Il Messico, al fine di accelerare la transizione in direzione di una economia verde, per avvicinare politica, finanza, produzione, tecnologia e facilitarne le soluzioni orientate all’energia verde, alla tutela dell’acqua, la razionalizzazione della finanza e dell’urbanizzazione.

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