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Milano. Prosegue l’incubo per la famiglia Covaciu, cui le autorità hanno strappato i quattro bambini

Il Gruppo EveryOne ha inviato un’altra lettera al Tribunale dei Minori di Milano, sollecitando una risposta di giustizia contro la sottrazione ingiusta di quattro bambini Rom ai genitori, per un evidente errore commesso dalle forze dell’ordine

Al Tribunale dei Minori di Milano: è urgente che i bambini di Danut e Liliana Covaciu tornino a casa, in Romania

p.c. delle Autorità milanesi e nazionali

Milano, 23 settembre 2012

Caso Danut e Liliana Covaciu, Rom romeni cui le autorità hanno sottratto 4 bambini dopo soli tre giorni di permanenza a Milano

Nel mese di agosto 2012 Danut e Liliana, coniugi Rom romeni, sono giunti a Milano con i loro quattro bambini, per visitare alcuni parenti. La famiglia è conosciuta dal Gruppo EveryOne, organizzazione internazionale per i diritti umani, che segue da anni il nucleo familiare della giovane artista Rom Rebecca Covaciu (Premio UNICEF 2008 e Premio Fondazione Pini / Comune di Milano 2011), cugina di Danut e Liliana. Uno dei bambini, Timotei (8 anni) all’improvviso si è allontanato ed è salito per gioco su un autobus al capolinea. Il guidatore è ripartito senza avvedersi della presenza del piccolo. Poco dopo il padre, preoccupato, ha chiamato il pronto intervento. La polizia ha rintracciato quasi subito il bambino, ma non lo ha restituito alla coppia. Timotei è stato affidato temporaneamente a una comunità. Quindi gli agenti hanno sottratto ai genitori gli altri tre bambini: Biancamaria (13), Samuel (10) e Debora (4). Abbiamo chiesto spiegazioni alle autorità di forza pubblica e al Tribunale dei minori, che ci hanno esposto il motivo della sottrazione dei bambini e del loro affidamento a una casa-famiglia: un’accusa di “riduzione in schiavitù” formulata contro i genitori, sulla base di una loro presunta (ma non reale, come il Gruppo EveryOne può testimoniare e i genitori stessi dimostrare) presenza a Milano da alcuni anni, con – sempre presunti – problemi con le autorità riguardanti i piccoli. In realtà, Danut e Liliana si trovavano a Milano da soli pochi giorni e il sottoscritto lo può testimoniare, avendo ricevuto notizia del loro arrivo dalla cugina Rebecca. Danut era già stato in Italia in passato, ma mai con i bambini. Il cugino, invece, Stelian Covaciu, aveva già subito un’aggressione ed episodi di intimidazione a Milano, come attestato dal Naga e dal Gruppo EveryOne, che aiutavano la vittima di aggressione a denunciare l’accaduto (http://www.vita.it/societa/milano-rom-aggredito-due-volte-in-quattro-giorni.html). Nonostante le testimonianze che scagionano i genitori da qualsiasi colpa e i documenti che attestano la frequenza scolastica in Romania dei bambini più grandi, attualmente Danut e Liliana – distrutti dall’angoscia – sono ancora a Milano, in attesa di incontrare i magistrati, mentre i bimbi si trovano in comunità, calati in una realtà che non conoscono, senza sapere perché. Un trauma che, comunque vada a finire, segnerà i loro animi per sempre. Il Gruppo EveryOne chiede ai magistrati di essere ascoltato, in quanto informato sulla famiglia Covaciu, sull’arrivo a Milano di Danut e Liliana, su alcune testimonianze relative all’episodio della fuga – per gioco – del piccolo Timotei. E’ molto urgente che i bambini tornino in famiglia, perché i genitori sono rimasti a Milano per restare vicini ai piccoli, ma in Italia non posseggono mezzi di sostentamento e rischiano di cadere in situazioni di precarietà e indigenza. Essi sono inoltre straziati dalla perdita immotivata dei loro bambini. Vi ringraziamo di voler fare giustizia in tempi brevi, Roberto Malini – copresidente del Gruppo EveryOne

Bambini Rubati

Nell’àmbito delle iniziative mirate a sensibilizzare il Tribunale dei Minori di Milano, i politici del capoluogo lombardo, i servizi sociali che si occupano del caso e i media sul dramma dei quattro bambini Rom sottratti ai genitori Danut e Liliana, il poeta e difensore dei diritti umani Roberto Malini ha scritto la poesia “Bambini rubati”, che sarà letta a Genova, Bologna e Milano durante gli eventi di “100 mila poeti per il cambiamento”. E’ un appello perché abbia temine l’angoscia dei genitori e lo smarrimento dei piccoli, strappati alla famiglia e consegnati alla burocrazia delle case di accoglienza, un gorgo legale e sociale nel quale centinaia di bambini, in Italia, hanno perso i legami familiari per ritrovarsi nel ruolo di “figli” in famiglie italiane con cui non esisteva alcuna affinità né affettiva né culturale.

 

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