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Ilva. Dal camino l’urlo della disperazione. Operai in sciopero della fame

La protesta continuerà ad oltranza

 TARANTO  – «Ho 35 anni, tre figli e un mutuo da pagare non siamo estremisti aziendali. Vogliamo anche noi un ambiente migliore in cui lavorare ma anche mantenere il nostro posto di lavoro a tutti i costi». E’ quanto denuncia  uno dei nove lavoratori che si trovano sulla passerella in cima al camino E312  dell’Ilva a 70 metri d’altezza.
«Siamo molto agitati – aggiunge l’operaio – ma disposti a rimanere qui sino a quando non avremo una notizia positiva». La giovane tuta blu sottolinea di non voler dire il suo nome perchè la sua famiglia non tema per la sua vita, lì in cima al camino. La decisione di salire in cima al camino, riferisce l’operaio, era stata presa alcuni giorni fa, ma è stata adottata solo questa mattina dopo che sono circolate voci sulle sollecitazioni ad avviare lo spegnimento degli impianti.

«La protesta andrà avanti», tiene a precisare un altro  degli operai. «Si tratta – ha spiegato l’operaio, che preferisce rimanere anonimo,  – di una manifestazione pacifica di dissenso nei confronti delle istituzioni, per difendere il posto di lavoro, una protesta frutto dell’esasperazione».

I lavoratori dell’Ilva, ha spiegato l’operaio, «si augurano che sia data la facoltà di uso agli impianti sotto sequestro, e che il piano di investimenti sia attuato». Nel frattempo la protesta andrà avanti. Gli operai in gruppi di 5 si alterneranno sulla torre dell’altoforno anche oggi, dopo avervi già trascorso la notte. Hanno inoltre annunciato  che hanno inziato lo sciopero della fame e della sete e che intendono proseguire la  protesta ad oltranza.

Nel frattempo continua il presidio. Centinaia di lavoratori si sono radunati nei pressi della direzione dello stabilimento, nella parte interna, in attesa di conoscere le
decisioni del gip sulla richiesta dell’azienda di continuare la produzione. È in corso una riunione tra i segretari provinciali di Fim, Fiom e Uilm. Un’altra cinquantina di operai sosta all’esterno della direzione. I custodi giudiziari, a quanto si è appreso, hanno sollecitato le operazioni di spegnimento degli Altiforni 1 e 5.  
Domani anche il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, sarà  a Taranto.

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