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Sallusti. La pena sarà sospesa. Ecco l’articolo incriminato

ULTIMORA – Ad Alessandro Sallusti, il direttore del Giornale condannato in Cassazione a 14 mesi di reclusione per diffamazione, verrà ‘automaticamente’ sospesa l’esecuzione della pena detentiva dalla Procura della Repubblica di Milano, in quanto risulta non avere cumuli di pena nè recidive. E’ quanto annunciato dal Procuratore Bruti Liberati.

L’articolo incriminato per il quale è stato condannato Sallusti, in via definitiva, era intitolato ‘Il dramma di una tredicenne. Il giudice ordina l’aborto.
Ecco l’articolo

 

Sallusti condannato dalla Cassazione al carcere. L’Odg, un’intimidazione a mezzo sentenza

ROMA – La Cassazione ha appena confermato la condanna a 14 mesi di reclusione per diffamazione aggravata nei confronti del direttore del Giornale Alessandro Sallusti. Il ricorso del giornalista è stato rigettato. I giudici della quinta sezione penale di piazza Cavour, presieduti da Aldo Grassi, hanno dunque confermato la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Milano nei confronti di Sallusti il 17 giugno 2011: 14 mesi di reclusione, senza condizionale. In primo grado il direttore del Giornale era stato invece condannato a 5mila euro di multa.

Il collegio della Suprema Corte non ha evidentemente condiviso le conclusioni esposte oggi, nella sua requisitoria, dal pg Gioacchino Izzo: quest’ultimo, infatti, pur ritenendo Sallusti responsabile del reato contestatogli, aveva sollecitato un nuovo processo d’appello per valutare la concessione delle attenuanti generiche. Questo avrebbe portato a uno sconto di pena per il giornalista e anche, probabilmente, ad evitargli il carcere.

La V Sezione Penale ha inoltre condannato Sallusti alla rifusione delle spese processuali, a risarcire la parte civile e a pagare 4.500 euro di spese per il giudizio innanzi alla Suprema Corte.  La decisione su dove e come il giornalista dovrà scontare la pena, passa nelle competenze della magistratura di Sorveglianza di Milano.Al Tribunale di Sorveglianza i legali di Sallusti potranno chiedere le misure alternative al carcere.
Ci sarà, invece, un nuovo processo per il cronista Andrea Monticone imputato insieme a Sallusti.

«Un’intimidazione a mezzo sentenza, un’intimidazione a tutti i giornalisti». E’ questo il commento di Enzo Iacopino, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. “Le norme sosterranno pure la decisione – osserva Iacopino – ma la conseguenza è devastante per la libertà di stampa. Ogni organo di informazione vivrà questa decisione come una intimidazione. E il costo maggiore lo pagheranno i cittadini che avranno una informazione ancora meno libera».
«Mai avremmo immaginato di vedere che in Italia, Paese che continua a vantarsi di essere la culla del diritto, si va in galera per una opinione che l’interessato nega perfino di aver espresso – attacca Iacopino -. E resta quella domanda: come è possibile che per lo stesso reato si passi da 5.000 euro di multa a 14 mesi carcere in due gradi di giudizio? La Corte Costituzionale ha scritto che la libertà di informazione è ‘la pietra angolarè del nostro sistema democratico. Da oggi si sentono preoccupanti scricchiolii».
Il direttore del Giornale si dice pronto di andare in carcere. «Mi rifiuto di essere rieducato da qualcuno, credo che l’affidamento deve avvenire per qualcuno che spaccia droga magari anche per qualche politico che ruba». Lo ha detto il direttore del Giornale Alesandro Sallusti in un’intervista a Pomeriggio 5, spiegando di non avere intenzione di chiedere l’affidamento ai servizi sociali.

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