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Torna il Ponte di Messina. Clini e Passera avviano le procedure. Coro di critiche

Della Seta e Ferrante (Pd): “Assurdo e inacettabile”. Bonelli (Verdi): “Uno schiaffo all’Italia onesta”

ROMA – Spiazzano  completamente le voci sull’avvio alle procedure di realizzazione del Ponte sullo Stretto condivisa da Corrado Passera e Corrado Clini, visto che i loro ministeri senza batter ciglio hanno accettato di dar seguito all’esame di impatto ambientale, nonchè alla conferenza dei servizi.
Un fulmine a ciel sereno si potrebbe definire, visto che l’idea di un ponte che collegasse la Sicilia alla terraferma, fermamente voluta da Silvio Berlusconi, si era eclissata dopo l’arrivo di Mario Monti. Non solo la struttura comporterebbe dei costi altissimi, si parla di quasi 9 miliardi di euro, ma provocherebbe a detta degli esperti danni incalcolabili  sul piano ambientale. Insomma un’opera rischiosa come hanno ben documentato le associazioni ambientaliste che si sono opposte con fermezza a questo progetto.

“E’ assurdo e inaccettabile – commentano Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, senatori del Pd –  che tutti i giorni si parli di spending review e poi si continuino a buttare soldi dei contribuenti tenendo in vita l’iter di un’opera come il Ponte sullo Stretto di Messina, inutile per la collettività e che non è all’ordine del giorno. Il governo Monti finalmente l’aveva detto con chiarezza, non si capisce perché i ministri Clini e Passera si muovano al contrario”.

“Da alcuni decenni – affermano i due parlamentari ecodem – i contribuenti italiani pagano centinaia di milioni per tenere in vita la Società Stretto di Messina e coltivare l’idea di sperperare miliardi per costruire un’infrastruttura che non serve. Nel frattempo, il sistema dei trasporti del Sud è al collasso, con danni sempre più gravi per i cittadini e per le imprese. Clini e Passera invece di cimentarsi in questo ridicolo accanimento terapeutico su un’opera morta e sepolta, farebbero bene a seguire l’esempio di un loro collega più saggio e concreto, il ministro Barca, impegnato a utilizzare le risorse disponibili per far partire subito i cantieri di opere pubbliche di cui l’Italia abbia davvero bisogno”.

Il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli parla di “uno schiaffo all’Italia onesta”.  “Ieri – afferma l’ecologista –  abbiamo appreso dalle parole del sottosegretario Polillo che il governo non ha i soldi per le bonifiche di aree dove l’inquinamento compromette la salute dei cittadini mentre oggi apprendiamo della riattivazione di  procedure per il Ponte sullo Stretto di Messina, che, tradotto, significa buttare 8,5 miliardi di euro per soddisfare le lobby del cemento mentre il paese cade a pezzi a causa del dissesto idrogeologico e non ci sono fondi per il trasporto pubblico e per bonificare i territori devastati dall’inquinamento”.

“Con gli 8,5 miliardi di euro del Ponte sullo Stretto si potrebbero realizzare 90 km di metropolitana o 621 Km di rete tranviaria, acquistare 3.273 tram e 23.000 autobus ecologici rivoluzionando il trasporto pubblico nelle nostre città e affrontare finalmente il problema dei pendolari che vivono una situazione drammatica – continua il leader ecologista -. Si potrebbe attivare un vero e proprio piano nazionale per il trasporto pubblico che consentirebbe di salvare i posti di lavoro messi in pericolo dalla crisi del settore automobilistico e dalle minacce della Fiat di lasciare l’Italia”.

“In questi giorni si è fatto un gran parlare di un possibile Monti-bis. Per quello che sta accadendo bisognerebbe parlare di un Lobby-bis. Non c’è altra definizione per definire i l’azione di questo governo ed in quella del ministro Passera con i suoi provvedimenti sulle trivelle selvagge del ministro Passera o quella del ministro ‘contro’ l’Ambiente Clini che, tralasciando la gestione della vicenda Ilva, si dichiara pro Ogm, Pro nucleare e che oggi, a quanto apprendiamo dai giornali ha riaperto le procedure per il rilascio della Via (Valutazione di Impatto Ambientale) per il Ponte sullo Stretto di Messina. Ma Clini e Passera a chi rispondono?”.

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