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Giornata del Contemporaneo. Wall [along the] street, mostra di Maurizio Semplice

A cura di Giulia Zamperini

ROMA – Maurizio Semplice, con Wall [along the] street, esplora e prova a raccontarci l’anima di una città (in questo caso Roma) focalizzando il suo sguardo sulle superfici grezze dei suoi muri, emblematici in quanto intesi come strati epidermici che cambiano umore ed esteriorità, in linea con lo spirito della città stessa e con una facilità simile alla muta di un animale.
Segni del presente che graffiano e soffocano esistenze strutturali remote di una metropoli ormai sempre più gremita di contraddizioni: impronte che possono facilmente sfuggire all’occhio distratto di chi ci vive, ma che l’artista riesce a cogliere e a rivitalizzare attraverso un approccio spontaneo ma al contempo vigile, armato di un informale obiettivo fotografico che incarna oggi più che mai il senso dinamico della contemporaneità e di una sempre più assodata e benvoluta comodità “a portata di mano”. L’immagine è derivata da uno strumento quale l’iPhone, il quale, seppur simboleggi una fugacità dell’emozione visiva, ingordigia e insaziabilità verso l’attrazione del reale, diviene anche mezzo più prezioso in cui la casualità trova maggiore ispirazione e, in particolare, capace di impersonarsi come fenomeno di testimonianza e strumento di cronaca istantanea.

Ciò che l’artista pratica è un percorso a ritroso dell’osservare: l’ultimo livello di superficie, tangibile quanto più predominante, è anche l’ultima testimonianza in cui è possibile leggere una sua storia, e da cui è ravvisabile una storia altra, violentata dal tempo, e messa a nudo dal presente. Assemblaggi di passate e presenti esperienze materiali crescono come funghi sulla pelle della città, contraddistinta anch’essa, in ogni dove, da questo continuo gareggiare tra due entità temporali. Il tutto trasmesso in una maniera che permette alla fotografia, in alcuni attimi, di sconfinare, di camuffarsi in pittura, all’interno della quale il colore prende forza acquistando materialità.
Le immagini ci raccontano un interesse dell’artista nei confronti della città non solo di natura storico-culturale ma soprattutto affettiva, lasciando trapelare un’intenzione poetica in cui l’informe trova il suo spazio di fluida materialità, portando alla luce una trama casuale, a tratti irruente, facendo così rievocare nell’animo di chi osserva “storie quotidiane, invisibili e dimenticate”, nella parentesi del nostro tempo.

 

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Alberto Parres
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fax. 06.97259049

indirizzi
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Arco degli Acetari 40
00186, Roma
tel 06.6874106
cell 392.9153848

Info
Inaugurazione

Sabato 6 ottobre 2012 – ore 19
 fino al 20 ottobre 2012

orari: Mercoledì Giovedì e Sabato dalle 17:00 alle 20:00

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