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ROMA – Nel fantastico mondo dei Franco Fiorito quando nevica non compri le catene, ti compri la jeep. Nel fantastico mondo dei Franco Fiorito non esci per fare i regali di natale, mandi la segretaria nella migliore enoteca del paese, ti fai confezionare pacchi dono per 8.500 euro e metti tutto in conto alla Regione. Nel fantastico mondo dei Franco Fiorito non ci sono le feste con gli amici, ci sono i “merda party”.

E poi viene il momento che quel fantastico mondo diventa una cella 6×3 di Regina Coeli. E’ successo ieri. E lui, il Franco Fiorito originale, ha commentato: in carcere incontrerò gente migliore di quella conosciuta nel Pdl. Ormai è diventato una specie di simbolo, di supereroe al contrario. Il simbolo di quella che chiamare casta sembra perfino un’offesa agli indiani.

Sembra però, la tendenza va avanti ormai da settimane, che sia diventato il colpevole unico. Complice una stampa che sempre più adora la spettacolarizzazione e sempre meno riesce a riflettere, ad approfondire.
Quello “dei” Franco Fiorito, non “di” è un fantastico mondo fatto di lusso sfrenato, di spese folli a spese dei contribuenti. Non è la politica. E’ l’antipolitica. E’ quel fantastico mondo in cui, questo il dato più preoccupante che fatica ad emergere, non solo si dispone a piacimento dei soldi pubblici, ma non si dà niente indietro.

Le leggi approvate dal Consiglio regionale del Lazio in questi anni si contano sulla punta delle dita. Gli interventi contro la crisi economica? Zero. Solo qualche mancia erogata per far sopravvivere imprese decotte. Investimenti sulla ricerca? Tagliati. E si potrebbe continuare con le inutili sedute di commissioni che vanno puntualmente deserte, perché i Franco Fiorito manco vanno a lavorare. Con le riunioni dei partiti tese soltanto alla spartizione, all’occupazione finanche dell’ultimo strapuntino disponibile.

Ecco, non c’è soltanto un Franco Fiorito, ieri finito in carcere. Nel Lazio, ma anche a quanto pare nelle altre Regioni, c’è un sistema politico che è arrivato al collasso.  Eppure ancora cerca di rilegittimarsi con un cambio di look.

L’impressione è che quel fantastico mondo sia ormai in macerie. E che i partiti di oggi, se partiti si possano chiamare, siano distanti e separati dalla società reale. Incapaci di rinnovarsi e dare risposte ai drammatici problemi che il nostro paese si trova ad affrontare.

C’è un vuoto enorme. Questa è la verità. La sinistra si divide, litiga sui nomi e sui cognomi. Il Pd si avvita in una insulsa divisione sulle primarie nazionali. Ancora una volta la spallata finale a un sistema avvitato su se stesso la sta dando la magistratura. Cosa verrà dopo non è dato saperlo. Questa è la domanda vera da porsi: come si esce dal fantastico mondo dei Franco Fiorito?

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